Corsi gratuiti su Forex e CFD per tutti. Solo 50 posti disponibili per corso - Approfittane ora!

Ahi ahi torna l’inflazione in area UE

Mentre in Italia si dibatte e ci si sbatte per capire se la manovra del governo meriti questo trattamento dei mercati con lo spread in forte rialzo e le borse europee si adeguano al malumore tricolore altri temi si fanno avanti: l’inflazione prima di tutti.

Restando brevemente sul tema italico posso dire che una manovra qualsiasi manovra e i suoi effetti non può  e non possono essere valutati in due giorni e tanto meno in base a mercati che da tempo si sapevano schierati pronti sfruttare una mossa ribassista con l’avallo delle rating’shouse che da mesi anticipavano giudizi negativi sull’impostazione poi convalidata dal governo Conte.

Se da S&P in giù queste agenzie fossero private ed indipendenti potremmo anche avallare un giudizio così immediato per non dire frettoloso ma siccome sappiamo bene i potentati finanziari da Warren Buffet alle grandi banche che detengono il controllo delle agenzie stesse, ebbene allora si ritiene opportuno rinviare le valutazioni a tre qualche mese per il ciclo economico o almeno settimana per quanto attiene il reale impatto sui mercati di borsa compresi i titoli di stato.

Dicevamo dell’inflazione, sono usciti da poco due dati che possiamo definire allarmanti:

Indice dei prezzi alla produzione (Annuale) (Ago) 4,2% 3,9% 4,3%
IPP (Mensile) (Ago) 0,3% 0,2% 0,7%

 

Il verde di cui sono vestiti questi due numeri non tragga in inganno.
In realtà l’aumento dei prezzi in un contesto UE così variegato e con numerosi paesi in equilibrio precario , come dimostra la situazione italiana di cui sopra, è sempre una notizia foriera di problemi.
Prima di tutto per Draghi e la sua BCE che ora avranno ancora più problemi nel persistere in una politica monetaria così espansiva e a tendere almeno accomodante.

Il vero problema sono le profonde differenze strutturali in ambito economico tra i vari paesi.
L’unico elemento comune è che evidentemente in questo dato si sconta anche l’indebolimento dell’euro che seppur limitato incide sugli approvvigionamenti di materie prime e quindi intensifica l’impatto di questa spesa nella formazione dei costi di produzione.

Ma poi le coerenze terminano. Lo sviluppo simbiotico che era auspicabile agli albori dell’Unione europea non si è mai visto. Convivono economie e paesi che hanno necessità opposte e la logica che i più deboli si debbono piegare ai mantra dei più forti.- Il risultato è visibile il distacco è sempre più evidente e sono i dati sulla disoccupazione e sui redditi a confermarlo.
Peccato che poi le decisioni e le strategie siano prese in ambito UE sulle medie senza nemmeno degnarsi di sviluppare a Bruxelles tabelle e piani “personalizzati” per il riaccredito e la crescita dei singoli paesi da condividere coi vari governi senza imporre una strategia unica. Procedura  che dopo decenni di impoverimento diffuso possiamo finalmente dire che è stata fallimentare.

Ecco dunque che l’inflazione è nemico diffuso ma con impatti strategici ed operativi che potrebbero avere conseguenze opposte su paesi che ormai di veramente in comune hanno soltanto la moneta.

Ahi ahi torna l’inflazione in area UE ultima modifica: 2018-10-02T13:03:17+00:00 da Gianluca Braguzzi
Corsi gratuiti per esperti e neofiti con FXDD
Corsi gratuiti per esperti e neofiti con FXDD

Corsi gratuiti per esperti e neofiti con FXDD


Le Fonti TV

Ricevi un e-book in omaggio!

Basta inserire la tua mail per scaricare subito il nostro e-book
QUESTA È LA VITA DA TRADER!

Acconsento al trattamento dei miei dati personali secondo il GDPR 2016/679 UE per le comunicazioni da parte di Proiezionidiborsa S.r.l. in relazione alle iniziative proprie e/o di società controllate e/o collegate. Dichiaro, inoltre, di aver preso visione della Privacy Policy.