Aggiornamenti sul Protocollo sicurezza Covid dei lavoratori e utenti della PA

Il 7 settembre l’INL e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative hanno firmato “il  Protocollo di sicurezza per il contenimento della diffusione del virus Covid-19”. Il documento mette nero su bianco quanto previsto dall’articolo 263 del decreto n. 34 del 19 maggio 2020 (decreto Rilancio, modificato con la legge 17 luglio 2020). In pratica si codificano gli interventi e le procedure da seguire in vista della graduale riapertura degli uffici della PA. Manco a dirlo, il Protocollo è ispirato a principi prudenziali, al fine di garantire la massima sicurezza sia dei lavoratori che dell’utenza. Entriamo dunque nel vivo degli aggiornamenti sul Protocollo sicurezza Covid dei lavoratori e utenti della PA.

Misure organizzative: i lavoratori fragili

In principio, l’art. 87 del D.L. 18/20 aveva previsto la presenza fisica nei pubblici uffici per le sole attività indifferibili e urgenti. In seguito è giunta a luglio la Circolare 3/2020 del Ministero per la PA che ha ripristinato la ripresa delle attività in presenza a partire dal 15 settembre. ll 50% del personale, le cui attività  si prestano in tale modalità, sarà comunque collocato ancora in smart working. Con quali criteri? Si è stabilita una priorità a favore dei lavoratori fragili, ma… Chi sono? A rispondere è la Circolare 13 del 4 settembre, emessa dal Ministero del Lavoro e della Salute. Si è lavoratore fragile se affetto da patologie preesistenti. L’età avanzata, ossia dai 55 anni in su, non è un elemento sufficiente a determinare la fragilità del lavoratore. In tal senso, una corsia prioritaria viene riconosciuta anche alle seguenti categorie di lavoratori:

a) alle donne in gravidanza;

b) alle lavoratrici dopo tre anni dalla conclusione del congedo di maternità;

c) ai lavoratori con figli disabili.

Vanno infine considerate anche le condizioni di genitorialità e di distanza dal posto di lavoro.

Orario di lavoro

Vanno inoltre ridefiniti i tempi e gli orari di lavoro, e questo al fine di evitare l’affollamento nei mezzi di trasporto pubblico.

Riorganizzazione degli spazi

Lì dove sarà possibile, si dovrà prevedere un dipendente, per ogni singola stanza. In caso contrario, il Protocollo dispone che ogni lavoratore dovrà disporre di uno spazio di 10 mq. Ancora, la distanza tra le postazioni dovrà essere di almeno 2 metri, in modo sempre asimmetrico e preferibilmente non frontale. Dovrà essere favorita la ventilazione dei locali. Dovranno poi essere fornite indicazioni da seguire per quel che concerne l’entrata e l’uscita dal luogo di lavoro. Lo stesso varrà anche per i comportamenti da tenere negli spazi condivisi, sia interni che esterni. In entrata verrà poi rilevata la temperatura. Nel rispetto delle norme sulla Privacy, non verrà raccolto nessun dato. Nei casi in cui la temperatura  ecceda i 37,5° C, saranno registrati tutti i dati della persona per l’identificazione, prima di procedere al suo isolamento.

Aggiornamenti sul Protocollo sicurezza Covid dei lavoratori e utenti della PA

I momenti di confronto, cioè in presenza, con l’utenza, saranno previsti nei soli casi strettamente necessari. Presuppongono sempre l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione personale. In generale, la regola sarà quella di fissare incontri programmati. La modalità di comunicazione sarà tramite telefono, o posta elettronica o per via telematica. Nel caso d’incontro che necessita la presenza di più persone, si prediligerà la modalità in videoconferenza, a meno di oggettive motivazione o impedimenti. Anche l’acquisizione di documenti oggetto d’ispezione avverrà via email. Nel caso in cui ciò non fosse possibile, si seguirà una speciale procedura. Il dipendente  consegna  il documento ponendolo su una superficie,  restando  sempre a distanza di 2 metri dall’ispettore. Quando il dipendente si sarà allontanato, l’ispettore si avvicinerà per prendere visione degli stessi.

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