Addio Erasmus con rette universitarie raddoppiate fino a 30.000 euro e addio anche ai lavori da baristi, commessi o camerieri

Tanto tuonò che alla fine piovve. Dopo il referendum del 23 giugno 2016, tra il Regno Unito e l’UE si è aperto un periodo di estenuanti negoziati per porre fine al matrimonio tra i due.

Non si contano infatti gli incontri tra diplomatici e i bilaterali tenutisi per regolare le faccende più disparate, dalla finanza al turismo, dai dazi doganali al diritto di studio. E poi cosa ne sarà di chi già risiede sul suolo di Sua Maestà? Di nodi al pettine da sciogliere ce ne sono stati tanti, e ancora ne avremo.

La Brexit sarà comunque realtà tra poche ore (dal primo gennaio 2021) e la materia è ancora tutta da esplorare, tanto è vasta e intricata. Ad ogni modo, alcuni punti sembrano già essere chiari.

Anzitutto, si è evitato lo spauracchio no deal, ossia una rottura traumatica tra le parti senza alcuna intesa. In secondo luogo diremo addio Erasmus con rette universitarie raddoppiate fino a 30.000 euro e addio anche ai lavori da baristi, commessi o camerieri. Tra 5 giorni, con la Brexit, tutto questo sarà realtà. Vediamo di capirne di più.

I dazi doganali, tutele e aiuti di Stato

Per il mondo dell’industria, dei commerci e dei servizi, il sospiro di sollievo – al netto delle eccezioni – è dato dal fatto che sarà evitata l’applicazione dei dazi. Alle rispettive frontiere, infatti, le merci continueranno a circolare sostanzialmente libere da gravami doganali e anche senza restrizioni nelle quantità scambiabili.

Altri aspetti dolenti, su cui si è giunti alla quadra, riguardano l’allineamento normativo del c.d. level playng field. Vale a dire parità di condizioni per tutti i protagonisti dell’economia, a cominciare dai diritti dei lavoratori. E poi anche le tutele ambientali o il delicatissimo discorso legato agli Aiuti di Stato. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, le aziende inglesi non potranno essere aiutate dal proprio Governo a competere “furbamente” con le loro concorrenti dell’Unione.

Diremo presto addio Erasmus con rette universitarie raddoppiate fino a 30.000 euro e addio anche ai lavori da baristi, commessi o camerieri

Un altro settore tanto sbandierato è stato quello della pesca. In realtà, secondo gli esperti, è stato più un paravento dietro cui nascondere altri dossier ben più scottanti.

Ad ogni modo, con l’accordo raggiunto, l’Unione dirà addio a un quarto del pescato catturato nelle acque inglesi. Inizialmente il Regno aveva chiesto la rinuncia dell’80% del pescato. Questi nuovi limiti quantitativi resteranno in vigore solo per 5 anni e mezzo, poi si procederà a una revisione delle quote.

Capitolo studio

Gli aspetti che tuttavia più interessano il cittadino medio comunitario, e quindi anche noi italiani, in realtà riguardano tre soli aspetti. Ossia il capitolo lavoro, studio e turismo, quelli più centrali perché attinenti alla vita quotidiana di tutti.

Bene, dal primo gennaio prossimo, studiare a Londra diventerà solo una faccenda per ricchi. Il Regno Unito, infatti, non farà più parte del programma Erasmus.

Quindi, le future aspiranti matricole provenienti dall’Unione dovranno anzitutto chiedere il visto. Ancora, le rette universitarie inglesi, già care prima della Brexit, raddoppieranno fino a un massimo di 30mila euro all’anno. In soldoni, uno studente italiano dovrà pagare la stessa retta di un cittadino inglese.

Parimenti, gli studenti inglesi britannici non potranno accedere alle Facoltà italiane o comunque comunitarie.

Ormai addio Erasmus e rette universitarie raddoppiate fino a 30.000 euro, addio anche ai lavori da baristi, commessi o camerieri.

Altra nota dolente

Riguarderà chi vorrà andare a Londra a coniugare esperienza di vita, lavoro e apprendimento dell’inglese. Dal primo gennaio, infatti, per poter lavorare nella capitale inglese ci vorrà un visto (tranne per chi già vive e lavora in Gran Bretagna). Il permesso d’ingresso è conseguibile solo se si dimostra di avere già in partenza un lavoro retribuito di almeno 26.500 sterline. Al cambio attuale, circa 28.500 euro. Infine è richiesta una conoscenza dell’inglese di livello B1.

Le uniche corsie agevolate riguarderanno chi ha un dottorato di ricerca nelle materie scientifiche (specie i lavoratori del settore sanitario). Quindi sarà impensabile di andare a Londra a fare i classici lavori da barista o commesso o cameriere.

Infine, nessuna grossa novità per i turisti, tranne le eventuali restrizioni da Covid. Per visitare il Regno Unito non servirà il visto, ma basterà il passaporto. Si avrà campo libero di girare la nazione, per una permanenza massima di 3 mesi.

Ecco dunque illustrato in sintesi perché diremo addio Erasmus con rette universitarie raddoppiate fino a 30.000 euro. E addio anche ai lavori da baristi, commessi o camerieri con la Brexit dal prossimo primo gennaio.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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