Acquistare titoli azionari assicurativi è un affare?

Acquistare titoli azionari  assicurativi è un affare?

Una risposta veloce a questa domanda sarebbe che, a questi prezzi, e così a sconto, qualunque titolo azionario, anche quelli assicurativi, è un affare. Ovviamente non solo questa frase non è vera, ma è anche pericolosa, perché non tiene in considerazione il fatto che non si deve, mai e poi mai, acquistare qualche titolo azionario soltanto perché abbia perduto parecchio e quindi sia, magari, a sconto. Ogni acquisto di un singolo titolo (per quanto sconsigliato in quanto operazione da riservare ai professionisti ed agli esperti) deve prendere in considerazione molteplici fattori, non solo il prezzo susseguente ad un crollo.

Una risposta più corretta sarebbe che è sempre un affare comprare un’assicurazione, per due motivi. Il primo riguarda un prodotto assicurativo in quanto tale, sempre utile nel momento del bisogno, anche se non obbligatorio per legge come quella per l’auto. Il secondo, più concernente il nostro argomento, riguarda il fatto che un’assicurazione è un titolo più sicuro di altri, come modello di business. Purtroppo gli operatori di mercato tendono a legare inestricabilmente le assicurazioni alle banche ed ai titoli del risparmio gestito. Il business, in effetti, presenta parecchie analogie (in quanto alle assicurazioni è stato consentito di vendere prodotti finanziari), ma persistono, per fortuna, numerose differenze. E sono proprio queste differenze che mettono i titoli assicurativi sotto un’altra luce. Quindi, acquistare titoli assicurativi è un affare?

Acquistare titoli azionari assicurativi è un affare?

Non sono molti i titoli assicurativi in Borsa Italiana. Sono, infatti, solo 11. E, di questi, ben 5 sono compagnie straniere. Tutti colossi, badate bene, perché in Borsa Italiana sono quotate, per esempio Allianz e AXA, il primo e secondo gruppo assicurativo d’Europa. Ma anche Munich Re, Ageas e Aegon, tutte società dei paesi del Nord Europa, tutte molto grandi e, soprattutto, profittevoli. E tutte società che hanno perso molto dai massimi, anche se a gradi diversi. Di queste, la migliore è stata Munich Re, la peggiore Aegon, almeno finora. Queste perdite sono state in parte recuperate ma, ancora, sono ben presenti.

La situazione tra i titoli italiani non è affatto dissimile, e sarebbe anche strano che lo fosse. Tra i “campioni” nostrani, comunque, si trovano istituti come Generali e UnipolSai. Dall’inizio del crollo Assiteca (MIL:ASSI), il più grande broker assicurativo italiano, è stato il titolo migliore, ed è solo a pochi punti percentuali dall’aver recuperato tutto. Di contro, Unipol è la peggiore, dovendo recuperare ancora quasi la metà del proprio valore dai massimi.

Acquistare titoli azionari assicurativi è un affare o no quindi? Si tratta di business solidi, con flusso di cassa continuo, e facilmente calcolabile. E performano meglio delle banche… perché non sono banche. I titoli bancari sono sottoposti, soprattutto dopo la Grande Recessione, a vincoli per mantenere capitali di riserva che le assicurazioni non hanno. Così come le assicurazioni non hanno il problema degli NPL, i famosi crediti deteriorati. Tutte queste caratteristiche, sommate a quelle appena sopra, le rendono certo più attraenti delle banche. E, tra i titoli assicurativi, proprio i peggiori performer sono adesso i più sottovalutati in merito ai loro fondamentali economico-finanziari.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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