A Wall Street una correzione potrebbe essere vicina per i mercati azionari americani ma un crollo è ancora molto lontano

Come scrivevamo nel report di settimana scorsa, a Wall Street una correzione potrebbe essere vicina per i mercati azionari americani ma un crollo è ancora molto lontano.

Diversi sono gli indizi che ci fanno propendere per questo scenario.

La curva dinamica dei tassi, ad esempio, di cui parlavamo nel nostro precedente report è lungi da essere nella configurazione che precede un forte ribasso.

D’altra parte, il frattale previsionale di Proiezionidiborsa mostra che il rialzo potrebbe, nel medio periodo, essere al capolinea prima di ripartire per nuovi massimi annuali. Il vero ribasso, poi, dovrebbe iniziare nella seconda metà dell’anno.

Recentemente sui mercati azionari americani si è generato un Hinderburg Omen (HO) che, come sappiamo si manifesta sempre prima di un ribasso importante delle quotazioni. Tuttavia avere un Hinderburg Omen non necessariamente implica che si assista a un tracollo dei mercati azionari.

Ad esempio, dal 2010 in poi ci sono stati 26 segnali di HO, ma solo 6 hanno portato a un ribasso superiore al 10% e di questi solo 2 a un ribasso superiore al 30%. Ciò vuol dire che a seguito dell’HO verificatosi il 4 marzo 2021 è molto più probabile che si assista a un semplice ritracciamento piuttosto che a un vero e proprio tracollo degli indici americani.

Ricordiamo che, come scritto più volte su queste pagine, un setup importante è previsto per il 16 aprile e in questa data si arriverà con un minimo o con un massimo assoluto/relativo.

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A Wall Street una correzione potrebbe essere vicina per i mercati azionari americani ma un crollo è ancora molto lontano: i livelli chiave secondo l’analisi grafica

Il Dow Jones (clicca qui per le quotazioni) ha chiuso la seduta del 26 marzo a quota 33.072,88 in rialzo dell’1,39% rispetto alla seduta precedente. La variazione settimana su settimana è stata al rialzo dello 1,36%.

Non c’è nulla da aggiungere a quanto scritto settimana scorsa.

Time frame settimanale

La proiezione in corso è rialzista, ma il III obiettivo di prezzo in area 33.400 è veramente molto vicino. Trattandosi del cosiddetto limite invalicabile la probabilità che si possa andare oltre è molto piccola. Lo scenario più probabile, quindi, è quello che vede un rialzo fino in area 33.400 prima di un ritracciamento che possa arrivare fino in area 30.970 (II obiettivo di prezzo). Solo una chiusura inferiore a questo livello e/o un segnale ribassista dello Swing Indicator farebbero invertire al ribasso la tendenza in corso.

dow jonesLe linee oblique rosse rappresentano i livelli di Running Bisector; le linee orizzontali i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione. Sulla sinistra è mostrato il volume per ciascun livello di prezzo. Il pannello intermedio riporta il segnale di BottomHunter. Il minimo sul time frame considerato è segnato quando è uguale a 1. Il pannello dei volumi mostra il volume scambiato per ciascuna barra confrontato con una media mobile esponenziale zero lag a 20 periodi. Nel pannello inferiore è mostrato lo Swing Indicator che mostra i segnali al rialzo e al ribasso sullo strumento in questione.

Time frame mensile

Nel lungo periodo la massima estensione del rialzo in corso si trova ancora più in alto, precisamente in area 41.795. Prima, però, c’è l’ostacolo in area 33.950 (II obiettivo di prezzo) che potrebbe rallentare la corsa al rialzo e dare origine a un ritracciamento. Soprattutto se si nota che questo livello è molto vicino a quello in area 33.400 di cui abbiamo parlato sul time frame settimanale. Questo ritracciamento, però, non dovrebbe impedire il raggiungimento del III obiettivo di prezzo in area 41.793.

Solo una chiusura mensile inferiore a 26.032 e/o un segnale ribassista dello Swing Indicator farebbero invertire al ribasso la tendenza in corso.

dow jones

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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