A Wall Street il pericolo non è ancora scampato

Chiunque “frequenti” con assiduità i mercati azionari avrà notato che negli ultimi 3 anni gli indici americani hanno fatto proprio il famoso editto della marina borbonica (Collezione de’ regolamenti della Real Marina, anno 1841)

«All’ordine “facite ammuina” tutti chilli che stanno a prora, vann’ a poppa e chill che stann’ a poppa vann’ a prora; chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann’ coppa e chili che stanno ‘ncoppa vann’ abbascio; chi nun tiene nient’a ffa, s’aremeni a ’cca e a ‘lla». Da usare in occasione di visite a bordo delle alte autorità del Regno.

In italiano:

«All’ordine “facite ammuina” tutti coloro che sono a prua vadano a poppa e quelli che sono a poppa vadano a prua; quelli che sono a dritta vadano babordo e quelli che stanno a babordo vadano a dritta; tutti quelli che sono sottocoperta salgano sul ponte e quelli che sono sul ponte scendano sottocoperta; chi non ha nulla da fare, si agiti di qua e di là».

Sebbene tale editto sia molto probabilmente un falso storico creato dai piemontesi per screditare il Regno di Napoli, rende molto bene il seguente concetto: dare l’impressione di un gran movimento senza che in realtà nulla cambi nella sostanza.

Ed è proprio quanto successo sull’indice americano più rappresentativo,  il Dow Jones. Rispetto alla chiusura di Dicembre 2013, quando venivamo da un forte rialzo scaturito dalla rottura dei massimi storici, abbiamo assistito ad un’escursione massima del +10% -10%. Un’escursione ridicola se calcolata su un periodo di oltre 2 anni.

Dopo un periodo così lungo di fase laterale, per gli investitori di lungo periodo, cosa aspettarsi?

Guardiamo il grafico riportato qui di seguito. Innanzitutto notiamo come il minimo del 2009 sia stato perfettamente centrato dal nostro indicatore Bottom Hunter (clicca qui per leggere il demo de La Media del Trader), uno strumento che permette di individuare con precisione chirurgica i minimi importanti dei mercati. Da questo minimo, confermato anche da TC2 (clicca qui per leggere la DEMO dell’ebook), è partito il rialzo che ha caratterizzato gli anni dal 2009 al 2013 i cui obiettivi, calcolati da La Nuova Legge della Vibrazione (clicca qui per leggere la DEMO dell’ebook) e Running Bisector, sono indicati in figura.

La proiezione rialzista è ancora in corso, ma da fine 2013 oscilla tra il supporto  a 16150 e la resistenza a 17780, non riuscendo, però, a raggiungere il II° obiettivo naturale in area 20500. Questa fase laterale sta lentamente deteriorando lo scenario ed, infatti, il TC2 si sta lentamente, portando verso un incrocio ribassista.

Da notare come il recupero dei 18000 sia stato più volte definito come fondamentale per una ripresa duratura della struttura rialzista durante i webinar di Proiezionidiborsa.

DJ-trim

Cosa aspettarci, quindi, nei prossimi mesi/anni? Sicuramente c’è spazio per un ulteriore rialzo se non fino a 20500, almeno fino a 18.000/18500, massimo recente e I° obiettivo naturale della proiezione rialzista sul time frame settimanale. Arrivati a questi livelli, però, bisogno confrontarsi con due aspetti molto importanti:

  1. come scritto nell’articolo Le macchie solari hanno anticipato il crash di borsa? la configurazione verificatasi con la correlazione macchie solari – mercati finanziari chiama per un violento ribasso alle porte;
  2. il ciclo di Proiezionidiborsa (clicca qui per saperne di più leggendo l’ebook Il codice dei mercati finanziari) prevede per il 2016 un rialzo medio del 10% e una probabilità che l’anno sia positivo dell’80%. Per il 2017, invece, si prevede un rendimento medio del -8,5% con una probabilità che l’anno sia chiuda positivamente del 35%;
Riassumendo, quindi, possiamo concludere che ci sono ancora spazi per il rialzo, ma che per fine 2017 dovremmo trovarci su livelli molto più bassi di quelli attuali.
Quanto più bassi?
Tutto dipende dal momento in cui si verificherà l’inversione ribassista, se e quando ci sarà lo capiremo con i nostri indicatori.
A titolo puramente didattico possiamo fare l’ipotesi che l’inversione ci sarà in area 20000. In questo caso il prossimo minimo importante si posizionerebbe in area 12500.
Se invece dovesse resistere il massimo in area 18.000/18500 il prossimo minimo importante si posizionerebbe in area 10800.

 

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