A quanto ammontano i contributi che devono versare le Partite Iva per costruirsi una pensione?

Guardando ai contributi che versiamo annualmente, diremmo: “quanto costa avere una pensione! Infatti, una delle maggiori preoccupazioni a cui va incontro chi vuole iniziare una nuova attività è proprio quella dei contributi che dovrà versare per assicurarsi una pensione per il futuro. I contributi previdenziali, infatti, rappresentano una fetta consistente delle uscite finanziarie da programmare quando si avvia una nuova attività. Quindi, in questa sede, forniremo taluni chiarimenti in merito alla contribuzione INPS dovuta dai soggetti che esercitano attività commerciale o professionale, in forma autonoma o associata. Essi, come sappiamo sono tenuti al versamento dei contributi previdenziali all’INPS o alla Cassa Professionale di appartenenza.

Quindi, ci chiederemo: “a quanto ammontano i contributi che devono versare le Partite Iva per costruirsi una pensione?”. In altri termini: “Qual è il costo dei contributi INPS?”. Vediamo, dunque, cosa accade per i contributi che interessano le diverse categorie di soggetti che hanno aperto una Partita Iva.

Contributi INPS per artigiani, commercianti e professionisti

Il principale ostacolo che ci si trova ad affrontare con una Partita Iva, è rappresentato da imposte e contributi previdenziali che si devono versare. Vediamo, comunque, a quanto ammontano i contributi che devono versare le Partite Iva per costruirsi una pensione. Anzitutto, consideriamo i contributi INPS obbligatori. Sul punto, occorre chiarire che l’obbligo di versare i contributi previdenziali interessa tutti i soggetti che svolgono un’attività in proprio. Sicchè, è chiaro che con una partita IVA, non esistono possibilità non pagare l’INPS ed i relativi contributi. Essi vanno versati, come indicato:

1) all’INPS, se si è artigiani, commercianti, o professionisti senza cassa di previdenza, oppure

2) alla Cassa professionale di appartenenza, se si è professionisti iscritti ad un albo o ad un ordine professionale. L’importo dei contributi da versare dipende dal tipo di attività che si svolge. Le attività imprenditoriali si possono raggruppate in 4 grandi categorie:

a) artigiani; b) commercianti; c) Lavoratori autonomi senza cassa; d) professionisti con cassa autonoma.

Vediamo nel dettaglio quali sono le differenze tra queste categorie.

Artigiani e commercianti

Fanno parte della categoria degli artigiani tutti coloro che esercitano personalmente un’attività che ha come scopo la produzione di beni o di servizi. Si pensi agli idraulici, elettricisti, falegnami, gelatai, pasticceri, estetisti, massaggiatori, fotografi ecc. Fanno parte, invece, della categoria dei commercianti tutti coloro che acquistano e vendono beni di consumo oppure coloro che svolgono attività di servizi. Si pensi ad agenti di commercio, promotori finanziari, negozianti al dettaglio, ecc. Sicchè, nella normativa previdenziale esistono due diverse tipologie di contributi che sono i fissi e quelli a percentuale. I contributi fissi sono sempre dovuti, indipendentemente, dal reddito percepito annualmente dall’imprenditore.

Ciò significa che, anche se l’imprenditore in un anno non ha entrate, detti contributi sono comunque dovuti. L’importo di essi è stabilito annualmente dall’Inps e comunicato tramite un’apposita circolare. Indicativamente, gli artigiani sono tenuti versare circa 3.800 euro annui, mentre i commercianti circa 3.850 euro. Il pagamento di siffatti contributi fissi deve avvenire in 4 rate, che sono: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo. Se però reddito è superiore a 15.548 euro, ai contributi fissi si aggiungono quelli a percentuale.

Contributi in percentuale per artigiani e commercianti

Essene, se il reddito supera i 15.548 euro, occorrerà versare un ulteriore contributo pari al: 23,10% se si è artigiano e al 23,19% se si è un commerciante. Poi se il reddito superi la soglia di 46.123 euro, la percentuale sale al al 24,10% per gli artigiani e al 24,19 per i commercianti. Inoltre, la quota del reddito che supera 76.872 euro, che è il massimale contributivo, è esente da contribuzione Inps. Il termine di versamento per i contributi a percentuale è 30 giugno; 30 novembre.

Per gli aderenti al regime forfettario

Coloro, invece, che hanno aderito al Regime Forfettario, si avvalgono anche di un’agevolazione contributiva. Si tratta di un’agevolazione valida esclusivamente per i soggetti tenuti all’iscrizione alla gestione Ivs Artigiani e Commercianti Inps. In altri ntermini, i soggetti beneficiari sono esclusivamente le ditte individuali che esercitano attività commerciale. Quindi, i professionisti, di qualsiasi genere, ne sono esclusi. L’agevolazione contributiva consiste in una riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti annualmente. Al fine di fruirvi, però è necessario effettuare una specifica comunicazione telematica.

Lavoratori autonomi senza Cassa Previdenziale

I lavoratori autonomi che iniziano un’attività e sono sprovvisti di autonoma Cassa Previdenziale sono tenuti ad iscriversi alla Gestione Separata INPS e al pagamento dei relativi contributi. Si tratta di quei professionisti quali: i freelance, i consulenti d’impresa, i consulenti informatici, i fisioterapisti, gli amministratori di condominio e comunque tutti quelli senza Albo. L’aliquota dovuta dagli stessi è pari al 25,72%, da applicarsi al reddito lordo effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi. Quindi, il lato positivo è che non ci sono contributi fissi, ma si paga solo in percentuale al reddito e quindi, se si guadagna poco, si paga poco. D’altro canto, però, l’aspetto negativo è che se non si raggiunge un reddito di €. 15.548, l’Inps non accrediterà un anno di contributi validi ai fini della pensione.

Professionisti dotati di Cassa Previdenziale autonoma

Quanto appena detto per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, non vale per i professionisti che hanno una loro cassa previdenziale. Si tratta di: avvocati, geometri, farmacisti, architetti, commercialisti, medici, psicologi, ecc. Queste categorie di soggetti non devono versare i contributi all’INPS, bensì alla Cassa di appartenenza e le regole cambiano dall’una all’altra .

Consigliati per te