A quanto ammonta l’assegno per le donne che vanno in pensione nel 2021?

La pensione dedicata alle donne “Opzione Donna” comporta una scelta irrevocabile, chi decide di accedere a questa misura non può più tornare indietro. La pensione Opzione Donna è valida per tutto il 2021, ma in alcuni casi può risultare penalizzante. Quindi, è importante stabilire prima a quanto ammonta l’assegno per le donne che vanno in pensione nel 2021.

L’INPS rilascia due schemi di calcolo

Prima di accedere alla pensione con l’Opzione Donna è importante conoscere in anticipo come è calcolato l’assegno. L’importante è stabilire a quanto ammonta l’assegno con Opzione donna calcolato con il sistema contributivo paragonandolo a quello calcolato con il sistema retributivo o misto.

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Per avere una simulazione del calcolo prima di aderire all’Opzione Donna, è possibile rivolgersi ad un Patronato, oppure, direttamente all’INPS.

La Legge n. 388/2000 all’art. 69 comma 6 prevede che l’ente rilasci a richiesta due schemi di calcolo: uno con il sistema contributivo e uno con il sistema retributivo-misto.

Quindi, l’INPS su richiesta della lavoratrice può rilasciare i due schemi di calcolo. È un diritto della lavoratrice conoscere i due importi di pensione per decidere la convenienza, anche in base alle esigenze personali.

A quanto ammonta l’assegno per le donne che vanno in pensione nel 2021?

Sulla penalizzazione della pensione non esiste una risposta univoca, in quanto se la lavoratrice ha una carriera lavorativa discontinua, può subire una decurtazione dell’assegno più ampia. Inoltre, bisogna considerare che questa misura era penalizzante in passato, specialmente nei suoi primi anni di applicazione. Questo perché le lavoratrici dovevano avere almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Quindi, a quanto ammonta l’assegno per le donne che vanno in pensione nel 2021 e qual è la penalizzazione? Facciamo due esempi per meglio comprendere l’evolversi della misura nel tempo.

Calcolo e penalizzazione nel tempo

Ad esempio, una lavoratrice che accedeva nel 2005 ad Opzione Donna, doveva avere più di diciotto anni di contributi al 31 dicembre 1995. In questo modo, aderendo alla pensione con Opzione Donna, rinunciava al calcolo con il sistema retributivo, molto più favorevole.

Rapportando un esempio al 2021, per le donne che accedono al pensionamento con Opzione Donna e che, alla data del 31 dicembre 1995, hanno 10 anni di contributi. Invece, gli altri 25 anni consecutivi fino al 31 dicembre 2020. Il paragone tra sistema contributivo totale e sistema contributivo misto cambia di poco. Perché il calcolo misto prevede che i primi 10 anni sono calcolati con il retributivo e i successivi 25 anni sono calcolati con il contributivo. L’Opzione Donna è calcolata interamente con il sistema contributivo.

Quindi, con il passare del tempo, se l’Opzione Donna continuerà ad essere prorogata, la penalizzazione si affievolirà sempre di più.

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