A quanto ammonta la ricarica INPS del reddito di cittadinanza per chi lavora o percepisce NASPI?

Accade talvolta che i titolari del reddito di cittadinanza riescano a trovare un impiego part time e non per questo vedranno decadere il diritto al sussidio. Allo stesso modo chi riceve l’indennità di disoccupazione ha comunque l’opportunità di beneficiare anche dell’integrazione al reddito. Ma ovviamente si chiede a quanto ammonta la ricarica INPS del reddito di cittadinanza per chi lavora o percepisce NASPI. Ciò perché la liquidazione delle somme di denaro a sostegno dei contribuenti non va al di là di un importo massimo. L’assegno mensile che l’INPS eroga ai titolari dell’ammortizzatore tiene conto di molte variabili che riguardano tanto la composizione del nucleo familiare quanto la situazione reddituale del richiedente.

Con buona sorte dei contribuenti, il reddito di cittadinanza è cumulabile con altri benefici, agevolazioni fiscali e ammortizzatori governativi. In un precedente articolo abbiamo fornito indicazioni sul come ottenere “480 euro di assegno INPS in più a chi percepisce il reddito di cittadinanza 2021”. Ciò perché si possono cumulare i benefici nella misura in cui non si sfora l’importo massimo che il Governo assicura ai destinatari della misura. Occorre pertanto valutare a quanto ammonta la ricarica INPS del reddito di cittadinanza per chi lavora o percepisce NASPI. In tal modo il percettore del sussidio può avere un’idea della somma di denaro che l’INPS accrediterà con cadenza mensile sulla carta di cui è titolare.

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A quanto ammonta la ricarica INPS del reddito di cittadinanza per chi lavora o percepisce NASPI?

Il percettore del reddito di cittadinanza di solito non ha un impiego oppure lo ha perso e quindi riceve indennità di disoccupazione. In altri casi accade che abbia un lavoro part time e che percepisca una retribuzione mensile. L’ammontare dell’assegno INPS cambia a seconda della somma di denaro che il percettore già incassa con la NASPI o con lo stipendio. Ciò perché la ricarica dell’INPS rappresenta unicamente un’integrazione a quanto già il lavoratore o il disoccupato percepisce. Secondo quanto si legge nel Decreto legislativo n. 26/2019 l’importo massimo che l’INPS liquida ammonta a 1.380 euro. Tale cifra include l’integrazione base massima che spetta in presenza di più membri all’interno del nucleo familiare. Inoltre corrisponde alla simulazione di una condizione reddituale reale pari a zero e comprende l’importo aggiuntivo di 280 euro per le spese relative al canone di locazione.

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