A chi spetta la Cassa integrazione col decreto Cura Italia

Il decreto del 16 marzo Cura Italia ha disposto nuove misure in relazione a chi spetta l’ammortizzatore sociale rappresentato dalla cassa integrazione. I provvedimenti governativi più recenti si inscrivono nell’orizzonte di un reciproco sostegno che impegna imprese e lavoratori oltremodo provati dal covid-19. La temporanea sospensione del pagamento delle rate del mutuo, del canone degli affitti e di cartelle esattoriali costituiscono solo alcuni dei puntelli statali garantiti. Il diffondersi incalzante dell’epidemia sta costringendo un numero crescente di aziende a ricorrere alla scialuppa offerta dalla Cassa di integrazione. Occorre verificare a chi spetta la Cassa di integrazione e quali sono le condizioni per accedere all’ausilio fornito dagli ammortizzatori sociali.

Straordinaria e ordinaria

Gli ingenti danni arrecati dall’avanzata del virus all’economia hanno determinato l’attivazione di aiuti governativi ad aziende e lavoratori. Dapprima l’urgenza dell’intervento statale si è imposta nella parte settentrionale del Paese, nelle prime zone rosse. Il precedente decreto risalente al 1° marzo ha tentato un salvataggio in extremis delle sorti economiche di molte aziende del Nord.

I primi sostegni economici hanno puntellato edifici pericolanti con ammortizzatori della Cassa integrazione guadagni in deroga per la durata di 3 mesi. Alle aziende che avevano fruito dell’indennità nei periodi precedenti al dilagare del coronavirus è riconosciuto il diritto di sospendere la Cassa integrazione guadagni straordinaria. Al posto di quest’ultimo ammortizzatore, le imprese più vessate dalla violenza del virus hanno facoltà di accedere alla Cassa integrazione ordinaria che prevede una copertura di 3 mesi.

A chi spetta la Cassa integrazione col decreto Cura Italia

Col decreto Cura Italia del 16 marzo scorso il governo ha reso nota una bozza del dispaccio che contemplerebbe un’estensione della Cassa di integrazione. Sono previste a sostegno di tutti i lavoratori di ogni azienda 9 settimane di cassa integrazione a prescindere dalla collocazione geografica sul territorio nazionale. Gli ammortizzatori sociali verranno garantiti anche ad imprese di piccole dimensioni con un solo lavoratore alle dipendenze.

L’arco di tempo coperto dall’estensione della Cassa di integrazione approvata dal decreto parte lo scorso 23 febbraio e arriverà al 31 agosto 2020. Le aziende individuate quali destinatarie della cassa di integrazione dovranno dimostrare che la sospensione delle attività lavorative è da ascriversi al coronavirus. La richiesta di ammortizzatori sociali può essere inoltrata entro il quarto mese successivo a quello in cui si è sospesa o ridotta l’attività lavorativa.

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