A chi appartiene la più grande banca del mondo?

Anche tra le banche, la Cina è come sempre in cima alla lista e se qualcuno chiedesse a chi appartiene la più grande banca del mondo, la risposta è presto data.

La banca di Cina Industriale e Commerciale o ICBC, oltre ad essere la più grande del Paese asiatico, è anche la più grande per patrimonio al mondo ed sempre la prima per profitto.

Patrimonio di 3,473.09 miliardi di dollari, una cifra astronomica, con 490 milioni di clienti al dettaglio e 5,320 mila clienti aziendali.

Al confronto le nostre banche italiane sembrano cambia valute medievale.

A chi appartiene la più grande banca del mondo?

Una vera e propria banca globale con filiali nei cinque continenti, compresa l’Italia, nessuna filiale in Antartide, almeno per il momento.

Dovrebbe essere nata alcuni secoli fa, invece, la sua nascita è recentissima, il suo sviluppo impressionante.

Il suo percorso è iniziato nel 1984 ed è poi e cresciuta in maniera esponenziale con il crescere dell’economia cinese. Infine è stata quotata sia sulla Borsa di Shangai che su quella di Hong Kong nell’anno 2006.

A differenza di altre banche, ha superato egregiamente gli stress economici derivanti dalla crisi finanziaria legata al Covid 19.

Infatti nell’ultimo trimestre dell’anno 2020 ha avuto un incremento del 44,20% dell’utile netto.

Per l’anno 2020, anno del Topo, in Cina utili alle stelle e crisi economica superata

Si prevede per il 2021, che è quello del Bufalo, un anno particolarmente positivo per il lavoro e gli investimenti.

In Cina, nell’ultimo periodo, anche altre banche hanno avuto dei rialzi inaspettati negli utili di fine anno, la stessa Bank of Communications (BoCom) ha avuto un incremento dell’utile del 49%.

Queste cifre sembrano veramente sbalorditive e la conseguenza più evidente è che almeno per questo Paese la crisi economica e finanziaria legata alla grande pandemia sembrerebbe veramente superata.

Per ICBC l’utile dell’anno 2020 è cresciuto complessivamente dell’ 1,2% portandosi a 315 miliardi Yuan, oltre a 40 miliardi di euro. Ha superato addirittura le stime degli analisti che prevedevano un utile di appena 290 miliardi di Yuan.

Anche per BoCom gli utili sono saliti oltre le più rosee previsioni degli analisti. Utile in crescita del 1,3%, con utile pari a 78,30 miliardi di Yuan contro le stime di 70,2 miliardi.

Solo buone notizie?

Per la Cina sicuramente, ma non per il resto del mondo.

Le azioni del colosso ICBC sono possedute per la maggioranza dallo Stato cinese, il cui controllo potrebbe non rispondere ai dettami classici delle democrazie occidentali.

Gli indirizzi politici su questa banca globale vengono decisi nella stanza dei bottoni di Pechino e ricordiamo ancora una volta che la Cina Popolare non è una democrazia.

Altro fattore di preoccupazione deriva dal fatto che anche la seconda e la terza banca al mondo per valore del patrimonio sono cinesi.

La seconda è China Construction Bank Corp. e la terza è la Agricultural Bank of China.

Se per il singolo investitore può essere conveniente investire in questi colossi finanziari, per la classe politica nazionale e non, dovrebbe essere un fattore di preoccupazione, perché prima o poi dovremo fare i conti con questi giganti.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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