A che età e con quanti anni di contributi può andare in pensione un commerciante?

A che età e con quanti anni di contributi può andare in pensione un commerciante? Ci sono differenza tra uomini e donne o valgono gli stessi requisiti anagrafici? Chi non è ancora in possesso dei requisiti contributivi può  può pagare qualche anno di contributi per anticipare l’accesso al trattamento previdenziale? Nell’articolo precedente abbiamo risposto ai lettori che ci chiedevano se “Si possono pagare i contributi mancanti per andare in pensione?”

Occupiamoci adesso della categoria degli esercenti per capire a che età e con quanti anni di contributi può andare in pensione un commerciante. Tanto i commercianti quanto gli artigiani rientrano nelle gestioni speciali dell’Inps. Hanno diritto, al pari delle altre categorie di lavoratori, alla pensione di vecchiaia, di invalidità ed eventualmente di reversibilità. Nel corso del tempo e in relazione agli indicatori relativi alla speranza di vita l’età pensionabile ha subito uno slittamento in avanti. Nel 2012 ad un commerciante sarebbe stato sufficiente compiere 66 anni se uomo e 62 se donna per inoltrare all’Inps domanda di pensionamento.

A che età e con quanti anni di contributi può andare in pensione un commerciante?

Attualmente i dati che provengono dall’Istat determinano un adeguamento all’aspettativa di vita ogni due anni. Fino al 2019 l’aggiornamento della variabile della speranza di vita avveniva con cadenza triennale. A partire dal 2018 si è verificato un livellamento del requisito anagrafico richiesto ai commercianti di entrambi i sessi. Sia i lavoratori che le lavoratrici potranno difatti ricevere l’assegno pensionistico quando avranno raggiunto l’età di 67 anni. Tale requisito anagrafico rimarrà invariato anche nel biennio 2021-2022.

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Il commerciante che mira alla pensione di vecchiaia, oltre al compimento di 67 anni di età, dovrà possedere almeno 20 anni di contributi. Il numero degli anni di contributi necessari si dimezza se il commerciante continua a svolgere l’attività lavorativa anche dopo i 65 anni. E anche nel caso in cui già percepisce l’assegno pensionistico dall’Inps, ad eccezione dell’ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost e FFSS.

Posizione più vantaggiosa è quella del lavoratore che ha accreditato nel tempo contributi anche presso un’altra gestione autonoma. O ancora i commercianti che hanno versato contributi anche nel Fondo pensione lavoratori dipendenti (Ppld). In tal caso l’aspirante pensionato potrà approdare alla pensione attraverso il ricorso alla totalizzazione, al cumulo e alla ricongiunzione.

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