A 50 anni bisogna cambiare subito questo stato d’animo perché aumenta il rischio di Alzheimer

La scienza conferma ancora una volta un legame tra disturbi psicologici e declino cognitivo.
Ogni fascia d’età ha le sue problematiche e i suoi rischi. Alla soglia dei 50 anni il corpo procedere nel suo cambiamento e con esso anche le attività cognitive si modificano e rallentano.

Tuttavia, non tutti sanno che a 50 anni bastano 10 minuti per proteggere il cervello da malattie cerebrali e declino cognitivo.
Inoltre, attenzione perché superati i 40 anni conviene assumere queste vitamine ma non tutti lo fanno.
Per chi soffre di colesterolo cattivo alto, invece, ecco perché non serve più rinunciare a questi alimenti amatissimi, lo dice la scienza.

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Non solo alimentazione e sport ma anche lo stato mentale conta per conservare uno stato di salute psico-fisico ottimale e vivere più serenamente.

Gli scienziati, però avvertono che a 50 anni bisogna cambiare subito questo stato d’animo perché aumenta il rischio di Alzheimer.

Lo studio

A sostegno di questo pensiero un recente studio pubblicato su Bmj Open che sottolinea un legame tra lo stato d’animo e il deterioramento delle funzioni cerebrali.

In particolare, sembrerebbe che l’ansia, quando compare intorno ai 50 anni, potrebbe velocizzare notevolmente la comparsa di malattie importanti come la demenza. Il rischio, secondo gli esperti, si velocizza di circa 10 anni.

Inoltre, spiegano i ricercatori, la demenza e in particolar modo l’Alzheimer sono malattie neurodegenerative che progrediscono con il passare del tempo. Nonostante le cure farmacologiche, ad oggi non è possibile bloccare il percorso di queste patologie.

Dunque, la prevenzione resta una delle strategie migliori da mettere in campo il prima possibile.

Il rapporto tra stati d’animo e malattie cerebrali è stato più volte palesato dai medici e specialisti.

La nuova ricerca, però, ha permesso di puntare i riflettori sull’incidenza dell’ansia sul futuro sviluppo della malattia.

In che modo l’ansia potrebbe scatenare l’Alzheimer?

Secondo i ricercatori, lo stress che compare insieme all’ansia potrebbe accelerare di circa 10 anni l’invecchiamento delle cellule cerebrali. Di conseguenza, a comparire prima sono anche le alterazioni degenerative nel sistema nervoso centrale.

Dunque, in buona sostanza per prevenire e combattere la comparsa di malattie neurodegenerative sarebbe opportuno curare immediatamente l’ansia provata nella mezza età.

Sull’argomento sono ancora molti i dibattiti aperti, tuttavia, concludono gli esperti, è buona regola non sottovalutare mai le possibili conseguenze di stress e ansia e debellarle appena possibile. Dunque, per la scienza a 50 anni bisogna cambiare subito questo stato d’animo perché aumenta il rischio di Alzheimer.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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