500 mila professionisti rischiano la sospensione dall’Albo se non si adeguano a questa norma

Sono più di 500 mila i professionisti che non hanno comunicato al proprio Ordine di appartenenza il domicilio digitale. Le conseguenze sono piuttosto pesanti ed espongono al rischio di sospensione dall’Albo professionale. I nostri esperti di ProiezionidiBorsa hanno raccolto per i lettori interessati le informazioni utili al fine di provvedere quanto prima alla comunicazione.

Cosa prevede la Legge relativamente a tale obbligo

Secondo quanto stabilisce l’art. 37 del D.L. 76/2020, meglio noto come Decreto Semplificazioni, sono in vigore delle nuove regole per l’innovazione digitale. Secondo quanto stabilisce l’articolo 37, comma 1 lett. E: il professionista che non comunica all’albo il domicilio fiscale è soggetto a diffida. Egli avrà un limite di tempo entro il quale formalizzare la propria comunicazione pena la sospensione dell’Albo. La ragione di tale spinta all’uso della PEC è principalmente finalizzata a migliorare la comunicazione tra PA e cittadini. Ecco perché scattano le sanzioni e le pesanti conseguenze per coloro che non si adeguano a quanto stabilisce la nuova norma. Più di 500 mila professionisti rischiano la sospensione dall’Albo se non si adeguano a questa norma che farà seguito ad una iniziale diffida. La sospensione potrebbe durare fino alla data della nuova comunicazione del proprio domicilio digitale andando così ad ostacolare lo svolgimento dell’attività del professionista.

500 mila professionisti rischiano la sospensione dall’Albo se non si adeguano a questa norma: quali sono i termini per la comunicazione?

Sebbene siano già molti coloro che hanno provveduto a comunicare tempestivamente il proprio indirizzo PEC, una importante fetta risulta ancora insolvente. I vari ordini professionali hanno provveduto ad inviare adeguata comunicazione ai professionisti iscritti in maniera da rendere l’attivazione dell’indirizzo quantomai rapida. Laddove alle imprese è stato dato il termine ultimo di comunicazione entro il 1° ottobre prossimo, per gli Ordini professionali non esiste una data indicativa. Tuttavia, il sollecito a provvedere quanto prima è imperante. Alcune categorie professionali risultano ben preparate alla richiesta e la quasi totalità ha comunicato il proprio indirizzo digitale all’ordine di riferimento. All’obbligo si aggiunge anche la convenienza di possedere tale strumento di trasmissione di messaggi. Nell’articolo “PEC, i 4 motivi per cui conviene averla” abbiamo approfondito alcuni aspetti che consentono grandi vantaggi ai possessori di un indirizzo di posta certificata.

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