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5 motivi validi e salutari sul perché mangiare le prugne

Tra i migliori frutti da inserire nella dieta, ecco 5 motivi validi e salutari sul perché mangiare le prugne. Dall’apporto di fibre contro la stipsi agli antiossidanti, e passando per gli effetti naturali di riduzione del colesterolo cattivo.

Così come le prugne sono ottime per dolcificare al posto del saccarosio. E sono pure amiche, sempre con un’azione e con un effetto naturale, del corretto funzionamento del fegato.

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Ecco 5 motivi validi e salutari sul perché mangiare le prugne

Nel dettaglio, le prugne sono notoriamente ricche di fibre, e sono espressamente indicate, anche dai nutrizionisti, come frutti ottimi per combattere in maniera naturale la stipsi. Chiaramente senza eccedere nel consumo, infatti, mangiare le prugne significa assumere dei frutti dalle spiccate proprietà diuretiche e pure depurative.

Le prugne, inoltre, sono ricche di antiossidanti. Ovverosia di quelle sostanze che contrastano naturalmente la formazione dei radicali liberi. E cioè di quelli che, a loro volta, sono la causa di danneggiamento e di invecchiamento delle cellule.

Il colesterolo cattivo si combatte naturalmente proprio e anche con le prugne. Come snack a base di frutta per la merenda, infatti, le prugne riducono naturalmente il colesterolo LDL grazie all’apporto di preziosi sali minerali. Come il potassio.

In più, le prugne, come dolcificante, sono ottime al posto dello zucchero. E, in particolare, tritando le prugne secche da aggiungere, al posto del saccarosio, per dolcificare i biscotti. E non solo, anche le torte.

Le prugne, infine, rientrano tra i cosiddetti frutti salva-fegato. In quanto agevolando, naturalmente e per via intestinale, l’eliminazione delle tossine, permettono di tenere in salute quello che per gli esseri umani è un organo fondamentale per la vita.

I frutti considerati salva-fegato sono quelli delle spiccate proprietà antiossidanti, e in particolare ricchi di vitamine C ed E. A partire, oltre alle prugne, dai mirtilli e dalle arance, e passando per i pompelmi, per le fragole e per le more.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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