5 motivi per cui gli investimenti immobiliari possono rivelarsi una pessima scelta ai tempi del Covid

Chi non è proprio giovanissimo ricorderà bene che dalla seconda metà del secolo scorso in poi due asset finanziari spopolavano alla lettera. I piccoli risparmiatori italiani, infatti, compravano a mani basse solo Buoni fruttiferi postali e seconde case ad uso investimento. Non a torto, però: per decenni, infatti, questi due asset hanno fatto davvero felici molti risparmiatori.

Oggi, però, ambedue le scelte si rivelano spesso deludenti, e la riprova è palese e sotto gli occhi di tutti. Con riferimento al mondo del mattone, esponiamo 5 motivi per cui gli investimenti immobiliari possono rivelarsi una pessima scelta ai tempi del Covid.

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Primo: la domanda surclassa abbondantemente le vendite

Il primo motivo risponde alla più semplice delle leggi esistenti in economia, ossia quella della domanda e dell’offerta. Bene, il mercato delle case oggi pullula di offerta ma non di domanda.

Secondo autorevoli stime di mercato, l’offerta di case in vendita è pari a quasi il doppio rispetto al numero delle case richieste. Come a dire che per un acquirente ci sono due venditori. In simili scenari, a pagarne le conseguenze è il prezzo, che non ha forti spinte o ragioni per salire.

Morale: o si decide di investire in una località dove già oggi la domanda di case è forte di suo e si presume lo sarà pure in futuro, altrimenti è meglio contare fino a 10. Certo, in simili contesti è difficile fare l’affare, e anzi è più probabile pagare prezzi salati per portare a casa… una casa, appunto.

Secondo: lo sboom demografico

Sempre legato al discorso della domanda c’è da evidenziare il drammatico calo demografico. Oggi, in pratica, si fanno sempre meno figli, e il saldo complessivo degli abitanti della nazione regge grazie agli immigrati. I quali però, manco a dirlo, sono spesso coloro i quali percepiscono i redditi più bassi e partono da risparmi di base prossimi allo zero.

Quindi le alternative sono due:

a) o si aumentano drasticamente i redditi degli immigrati e fare in modo che una grossa fetta di essi vada a rimpiazzare la domanda degli autoctoni venuti meno;

b) oppure anche il calo demografico inciderà negativamente sull’ulteriore erosione della domanda di case.

Terzo: il mercato chiede case a emissioni zero

Ma la vera rivoluzione degli anni a venire sarà un altro fattore: la richiesta di case a emissione zero. Questo trend, probabilmente, attingerà nuova e forte linfa dal futuro Presidente degli USA, Biden, che vuol far rientrare gli USA negli Accordi di Parigi.

Ancora, va detto che dal 2021, salvo proroghe delle prossime settimane, si potranno realizzare nuove case solo se saranno a consumo energetico quasi zero.

Ora, il problema è che circa tre quarti delle attuali case presenti sul mercato appartengono alle ultime tre classi energetiche. Vale a dire che tre case su quattro appartengono alle classi energetiche E o F o G.

Pertanto, dall’anno prossimo, riuscire a vendere queste case potrebbe risultare ancora più problematico. Anche in questo caso, l’unico parametro variabile potrebbe essere il prezzo, in possibile discesa.

Quarto: gli interventi di riqualificazione ambientale costano

Strettamente collegato al punto terzo c’è da considerare il fatto che i lavori di ristrutturazioni e ammodernamenti edilizi costano tanto.

Ora, di solito chi compra seconde case uso investimento, lo fa o per assicurarsi un flusso di canoni mensili o per speculare sulla rivalutazione dei prezzi.

Abbiamo tuttavia detto che il trend della domanda immobiliare sarà diretto verso edifici ad alto risparmio energetico e zero impatto ambientale. Quindi, ai proprietari di questi immobili “non proprio eccelsi” restano due strade percorribili. Uno, mettere mano al portafoglio e rimettere l’immobile a nuovo; due, accontentarsi dei prezzi che verranno proposti loro dalla domanda.

Quinto: il peso della crisi economica in corso

Ultimo, ma non meno importante, l’attuale crisi economica. Prima o poi i sussidi del Governo finiranno, quindi si valuteranno i reali impatti della crisi nella loro portata. Ossia si vedranno quanti disoccupati in più ci saranno e quante aziende falliranno.

Tutti questi fattori, trasportati nel mondo del real estate, potrebbero condurre all’aumento del novero di chi sarà in difficoltà nel pagare gli affitti. O che, comunque, rimanderà a tempi migliori il momento dell’acquisto di una prima casa.

Ecco, dunque, esposti 5 motivi per cui gli investimenti immobiliari possono rivelarsi una pessima scelta ai tempi del Covid. Certo, non mancheranno le eccezioni di immobili che, al contrario, si rivaluteranno e faranno la fortuna di chi li ha acquistati. Ma il trend, almeno per adesso, non brilla di luce rosea.

Infine, in quest’articolo esponiamo alcuni interessanti investimenti alternativi nel mercato immobiliare.

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