5 mosse di autodifesa che tutti dovremmo conoscere per poter scappare dall’aggressore

L’autodifesa è la prima arma che permette ad una donna di avere il tempo per scappare.

Le mosse di autodifesa personale, infatti, non insegnano a fronteggiare l’aggressore o ad innescare una lotta con lui. Ad esempio, anche le Forze dell’Ordine consigliano in caso di borseggio di non opporre resistenza perché potremmo cadere e provocarci un danno maggiore.

L’autodifesa serve invece, per stordire chi minaccia e poi scappare alla ricerca di aiuto.

Vediamo quindi 5 mosse di autodifesa che tutte dovremmo conoscere per poter scappare dall’aggressore.

Le regole

Quello che occorre fare è stordire l’aggressore quindi per prima cosa urliamo fortissimo. Dobbiamo catturare l’attenzione di più persone possibili.

Su Ericksen, l’autrice statunitense di “Autodifesa per donne guerriere: un approccio pratico” spiega che a seconda della vicinanza dell’aggressore dobbiamo scegliere come colpire. Se la distanza ci permette di stendere la gamba e sferrare un calcio, non  dobbiamo avvicinarci per assestare un colpo al volto.

Quindi prima regola: valutare la vicinanza e scegliere gli arti da usare.

Seconda regola: valutare il quadrante dove colpire

Quando l’attacco dell’aggressore avviene nella parte alta useremo per contrattaccare le mani, mentre nella parte del corpo sottostante i calci.

Con le mani possiamo assestare un colpo tenendola trasversale, a coltello, oppure chiusa a pugno o ancora aperta con il palmo della mano.

La terza regola è colpire i punti che provocano dolore. Sempre la Ericksen suggerisce i punti deboli che spiazzano il delinquente:  occhi, naso, orecchie, collo, inguine, ginocchio e caviglie.

La quarta regola: usare le parti ossee per difenderci quindi gomiti, ginocchia e testa.

Per la quinta regola aiutiamoci con ciò che troviamo. Se siamo al parco, prendete una manciata di terra e lasciatela negli occhi dell’aggressore.

5 mosse di autodifesa che tutte dovremmo conoscere per poter scappare dall’aggressore

Prima mossa

L’aggressore ci prende il braccio. Ci dobbiamo voltare, cercando gli occhi ed inserendo le dita nelle palpebre. Se l’aggressore non riesce a vedere per pochi secondi, potremo fuggire.

Seconda mossa

Se la minaccia ci afferra per il braccio, dobbiamo voltarci e prendergli il naso fra le dita oppure con il palmo aperto, e in particolare con la parte della mano sopra al polso, colpire il naso dal sotto delle narici. Se l’aggressore è dietro di noi, useremo il gomito cercando di colpirli il naso. Subito dopo una gomitata verso lo stomaco e poi schiacceremo la punta del suo piede con la nostra scarpa.

Terza mossa

Se veniamo trattenute per un braccio, con la mano libera,in posizione a coltello, si colpisce al collo lateralmente.

Quarta mossa

L’aggressore ci tiene il collo stretto fra le sue mani a mo’ di strangolamento. Noi butteremo la testa all’ingiù fra le sue braccia e cercheremo di passare sotto al suo braccio, con una torsione del collo,  scappando all’indietro.

Quinta mossa

L’aggressore da dietro ci prende il collo in una stretta con il proprio braccio. La reazione: premiamo lungo la sua coscia il nervo sciatico  e non appena la presa sarà allentata ,  giriamoci e colpiamo il suo naso.

Queste erano solo 5 mosse di autodifesa che tutte dovremmo conoscere per poter scappare dall’aggressore ma ce ne sono veramente molte da imparare. Non richiedo particolare prestanza fisica ma un po’ di allenamento per non essere colte impreparate.

Se stiamo camminando da sole in un luogo poco frequentato allora meglio tenere fra le dita, fra medio e anulare, una chiave o  una penna.

Qui troverete, invece, un suggerimento contro i ladri.

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