48 milioni di euro in palio senza tasse, la prima lotteria degli scontrini

Nelle ultime ore è giunta l’ulteriore conferma dal Ministro all’Economia, Roberto Gualtieri, sulla ripartenza della lotteria degli scontrini. Ricordiamo che il relativo portale fu lanciato il 6 marzo 2020, ma dovette gettare la spugna subito, a causa del lockdown. Infatti la sua entrata in vigore fu dapprima (nel DL 124/2019) posticipata al primo luglio 2020. Nel successivo Decreto Rilancio di maggio, è stato rinviato l’inizio al prossimo primo gennaio 2021. Entriamo nel vivo del discorso dei 48 milioni di euro in palio senza tasse, la prima lotteria degli scontrini decollerà dal 2021. Ma sarà in grado di sconfiggere l’evasione o la speranza della misura è eccessiva?

Di cosa si tratta la lotteria degli scontrini

Riassumiamo brevemente il cuore di questa iniziativa del Governo. Alla lotteria vi può partecipare ogni cittadino residente in Italia. Tutti gli acquisti effettuati danno diritto a un biglietto virtuale. Ora, prima della stampe dello scontrino presso un qualunque esercente commerciale, l’acquirente dovrà esibire il suo codice lotteria. Quest’ultimo lo si ottiene digitando il proprio codice fiscale in una speciale area del nuovo portale dell’Agenzia delle Dogane, creato a marzo.

In pratica ci si autentica sul portale lotteria e questo genera per ogni cittadino uno speciale codice che lo “abilita” alla partecipazione. Questo codice andrà salvato o stampato su carta ed esibito all’esercente, appunto, un attimo prima dell’emissione scontrino. Il software della lotteria invece genererà un tot numero di biglietti virtuali (fino a un massimo di mille) per ogni scontrino fiscale inviato all’Agenzia delle Entrate. In palio sono stati stanziati 48 milioni di euro, 45 dei quali a beneficio di chi paga con carte elettroniche. Infine, i premi vinti non saranno passibili di nessuna tassazione.

La “messa in produzione”

A inizio anno si pensò ad un periodo di transizione che sarebbe dovuto partire a luglio scorso, con la prima estrazione ad agosto. Questo perché le primissime estrazioni sono state pensate a cadenza mensile, per la precisione ogni secondo giovedì del mese. Tale periodo di sperimentazione si sarebbe poi protratto per 5 mesi. Ora, se tutte queste ex-impostazioni resteranno in piedi anche per il 2021, vuol dire che la lotteria entrerà a pieno regime solo da giugno 2021.

Gli intenti del Governo

Tale misura del Governo in realtà non punta all’ampliamento del novero dei giochi con la Dea Bendata, quanto invece a contrastare l’evasione. Mettendo in palio dei premi in danaro, il legislatore ha pensato di introdurre un forte incentivo per il consumatore a pretendere lo scontrino. Più scontrini di importi elevati danno diritto a più biglietti virtuali, quindi aumentano le chance di vincita.

Ora, il dilemma è il seguente: la misura può dirsi azzeccata per il perseguimento dell’obiettivo? La risposta ovviamente la darà solo il tempo, quando sarà passato un certo tempo dalla sua entrata a regime. Con molta probabilità, non prima di dicembre 2021 sarà impossibile avere dati certi e oggetto di analisi. E quindi capire se gli intenti iniziali si sono realmente prodotti in un maggiore gettito fiscale.

48 milioni di euro in palio senza tasse, la prima lotteria degli scontrini

Alcune considerazioni però si possono fare sin da ora.

a) È giusto che per sollecitare una sorta di affezione verso lo scontrino fiscale, si percorra la via dei giochi? Non è stato messo in preventivo il sia pur remoto rischio che per tale via si possa stimolare la propensione ai giochi del popolo italiano?

b) Ad oggi, di sicuro c’è solo un (triste) numero: quello dei costi, pari appunto ai 48 milioni di euro stanziati. Per un paese con più di duemila e 500 miliardi di debito pubblico, la cifra in palio è una “bazzecola”. Ma, è bene ricordarlo, usciremo dalla crisi anche grazie ai fondi made in UE. Non resta quindi che sperare in un futuro gettito fiscale almeno pari a quei 48 milioni stanziati. Altrimenti gli intenti iniziali resteranno tali: solo intenti, appunto.

c) Simili esperienze sono state già cavalcate da altri Stati; è il caso di Portogallo, Cina, Brasile, Uruguay e Colombia. In Portogallo, dal 2014 ad oggi, il tasso di evasione è passato dal 14 al 10%. Oltreoceano, invece, la lotteria ha aiutato il Brasile a migliorare del 9,3% il gettito Iva nazionale. Anche in Cina, infine, il flusso dell’Iva incassata è salito del 21,5%(fonte: Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano).

Ora, come andrà a finire da noi? Presto, troppo presto per poterlo dire oggi. Dovremo infatti prima attendere la sua entrata a regime, e poi raccogliere i nuovi dati. Solo dall’analisi degli stessi, infine, saremo in grado di esprimerci e poter dire com’è andata realmente a finire.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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