4 semplici passaggi per investire con metodo

4 semplici passaggi per investire con metodo. Cosa fare?

Con il numero di news che arrivano dai media di continuo, è facile perdersi nell’inseguimento di notizie e di dati. Crediamo invece che avere un quadro ben definito per valutare le prospettive a lungo termine di un’azienda sia molto utile in tempi come questi. Se il periodo in corso ha messo in evidenza qualcosa, è che concentrarsi esclusivamente sui guadagni (e sulla crescita dei guadagni) per valutare dei titoli azionari presenta diverse lacune. Il quadro completo necessario per valutare un’opportunità di investimento deve considerare la capacità di un’impresa di generare flussi di cassa dopo il fabbisogno di capitale circolante e fisso. Deve anche valutare l’adeguatezza della struttura complessiva del capitale rispetto ai flussi di cassa generati. Ecco 4 semplici passaggi da affrontare per investire con metodo, quando si valuta un’azienda per un potenziale investimento.

  1. Qualità del bilancio e del team di gestione,
  2. Sostenibilità del vantaggio competitivo, a medio e lungo termine
  3. Prospettive di crescita
  4. Valutazione.

Vediamo di esaminarli più in dettaglio.

4 semplici passaggi per investire con metodo

La qualità ha una definizione semplice: l’azienda è finanziata in modo conservativo? L’attuale crisi ha messo in drammatica evidenza il rischio di possedere aziende con  eccessivo indebitamento . L’eccessiva ottimizzazione del bilancio può aumentare i rendimenti degli azionisti nel breve termine, ma si rivela fragile in caso di crisi. Un’azienda con un approccio “flessibile” alla struttura del capitale vince sull’ingegneria finanziaria estrema nel lungo periodo. Questo non significa raccomandare solo di possedere aziende senza debito, ma piuttosto di cercare aziende che abbiano livelli di debito gestibili. E che, criticamente, generino consistenti quantità di flusso di cassa orientati al debito. Quindi, società con rapporto debito netto/EBITDA maggiore di 3 volte od oltre sono da evitare.

Per quanto riguarda la sostenibilità, ci riferiamo alle imprese che abbiano un vantaggio competitivo che permette loro di ottenere un profitto economico per un lungo periodo di tempo. Un’azienda che guadagna ripetutamente un profitto economico deve essere in possesso di qualche fattore che le permetta di respingere la concorrenza. Ciò è un ottimo indicatore del fatto che l’azienda ha probabilmente un vantaggio competitivo (moat) di qualche tipo, il che giustifica investirvi. In questo caso, è preferibile utilizzare il rendimento del capitale investito (ROIC) piuttosto che il rendimento del capitale proprio (ROE). Qualsiasi attività che possa generare in modo sostenibile un ROIC del 15% o superiore per un periodo di tempo molto lungo è di grande interesse, in quanto indica probabilmente la presenza di un fossato economico.

Altri 2 semplici passaggi

Per quanto riguarda la crescita, pensiamo in termini sia di ricavi che di flusso di cassa. Per il primo, cercate imprese in grado di generare una crescita organica che superi costantemente il PIL e l’inflazione. Ovvero quei  settori che abbiano prospettive di crescita superiori a quelle dell’economia generale. È fondamentale capire esattamente cosa sta guidando questo profilo superiore di crescita dei ricavi. Per quanto riguarda il flusso di cassa, è particolarmente importante dedicare del tempo alla comprensione del fabbisogno di reinvestimento di capitale dell’azienda. Cercate aziende che possano reinvestire una parte, o la totalità, dei loro profitti economici in eccesso nel proprio business, e guadagnare comunque un alto ritorno sul capitale investito. Nel corso del tempo, questo è il modo più sicuro per un’azienda di aumentare la ricchezza degli azionisti, generando essenzialmente più di un euro di valore economico per ogni euro investito.

Infine, la valutazione non può essere ignorata. Se si accetta che i guadagni non dicano il quadro completo perché ignorano i requisiti di reinvestimento di un’impresa, allora l’utilizzo di un rapporto P/E ha dei limiti. Considerate invece di utilizzare il free cash flow yield (flusso di cassa per azione diviso per il prezzo dell’azione), che può essere paragonato sia alle altre azioni che ai tassi d’interesse a lungo termine. Un FCFY del 6% è un premio al rischio più che sufficiente.

Incorporando le quattro considerazioni sopra delineate, il quadro presentato cerca di identificare e possedere imprese di qualità a crescita sostenibile, acquistate con un margine di sicurezza.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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