La grande paura di Gian Piero Turletti

A cura di Gian Piero Turletti

Autore di

Magic box

PLT

Oggi non intendo procedere con analisi tecniche o quantitative sugli indici, come mia consuetudine, ma soffermarmi a riflettere su alcune rilevanti questioni, che, nostro malgrado, hanno pesantemente impattato e tuttora impattano sulle vicende economiche occidentali almeno dagli anni ’20 del secolo scorso, per arrivare sino a noi.

Tutti conosciamo l’avversione dei tedeschi, ma per la precisione dovremmo parlare di avversione da parte di certa cultura politica tedesca, per le cosiddette politiche monetarie espansive, in altri termini per la creazione di moneta da parte di governi o banche centrali.

Tanto che anche i media spesso evidenziano conflitti tra i tedeschi e le scelte di quantitative easing di Draghi.

Ma da dove deriva questa avversione?

In realtà, dietro questa si cela, anzi, a dirla tutta, traspare in realtà in modo evidente, una paura, la grande paura che tornino le condizioni storiche, in primis economiche, che hanno portato al nazismo.

Ma è davvero così? Dietro politiche monetarie espansive si cela il rischio di periodi che preludono al nazismo?

Vediamo come stanno le cose.

Politiche monetarie espansive possono condurre a situazioni tali di difficoltà da spingere verso regimi totalitari?

Se fosse così, allora gli USA sarebbero in una situazione analoga a quella di Weimar,

ordinamento politico della Germania anteriore all’ascesa di Hitler, ma vi rassicuro subito, dicendovi che non è così, e che i tedeschi hanno torto.

Vediamo perché.

La teoria classica ci dice che più si crea moneta, più si ingenera inflazione, sulla base del ragionamento che un maggior quantitativo di moneta rappresenta, da parte della singola unità monetaria, una percentuale sempre più piccola della ricchezza di un paese.

Le cose, però, non stanno esattamente così, anzi, stanno in modo abbastanza diverso.

Venuti meno i sistemi di conversione aurea della moneta, il valore di questa da cos’è rappresentato?

Ovviamente dall’insieme di beni e servizi prodotti da un paese, e quindi è facile comprendere quanto segue: nuova moneta finalizzata alla creazione di ricchezza, cioè beni e servizi, porta a sviluppare la base economica di un paese, senza particolari spinte inflattive, perché l’incremento di massa monetaria è compensato da un incremento della ricchezza stessa di quel paese, mentre nuova moneta che serva solo a coprire, ad esempio debiti, porta ad inflazione.

Nella repubblica di Weimar, cos’era successo?

Era successo, in sintesi, che la nuova moneta emessa serviva essenzialmente per far fronte a debiti di guerra, e non si era riusciti ad attrarre nuovi investimenti, tanto che il paese andò allo sbando, e molti tedeschi si ricordano di quando, durante quel periodo, per acquistare un po’ di pane serviva una carriola di marchi.

Di qui tensioni politiche ed economiche, che sfociarono nell’ascesa di Hitler.

Non si era certo usata la creazione di nuova moneta per sviluppare il sistema economico, in base alla produzione di un maggior numero di beni e di servizi.

Hitler continuò con una politica monetaria espansiva, ma finalizzando la creazione di nuova moneta alla realizzazione di uno dei maggiori apparati produttivi ed economici della storia.

Non fu un caso che la Germania, nonostante una completa disfatta nella seconda guerra mondiale, poi non ebbe troppe difficoltà a risollevarsi.

La lezione della storia ci insegna, quindi, che non è la creazione, in quanto tale, di moneta, il problema, ma l’uso che se ne fa.

I tedeschi temono che la politica monetaria espansiva produca una situazione pre dittatoriale, basata su una superinflazione, ma gli USA smentiscono.

Negli USA la politica monetaria espansiva di questi ultimi anni è stata finalizzata soprattutto alla creazione di beni e servizi, oltre che di eliminazione di asset tossici dal sistema finanziario, e quindi si è creata forse inflazione?

A quanto pare, no.

Pertanto, riassumendo, i tedeschi pensano che creare moneta porti ad un’iperinflazione che rischia di produrre le condizioni per l’affermazione di regimi dittatoriali, ma la storia ci insegna che, invece, dipende da come si utilizza quella nuova moneta prodotta.

Nel caso dell’Europa, sono i limiti imposti alla politica monetaria espansiva, che non consentono al Qe di raggiungere gli stessi obiettivi, che invece gli USA stanno raggiungendo, anzi, hanno già raggiunto, espansione senza inflazione.

Una delle tante dimostrazioni di come certe tragedie nazionali possano sovvertire, nella mente di un popolo e dei suoi rappresentanti politici, le più elementari verità, anche quelle economiche.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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