3 titoli azionari e 1 ETF che sembrano a buon mercato

3 titoli azionari e 1 ETF che sembrano a buon mercato: quali sono?

Dopo essere sceso di quasi il 34% fino al 23 marzo, l’S&P 500 ha già recuperato poco più della metà del suo declino. Azioni come Facebook e Netflix sono già risalite, con Facebook che si è ripresa praticamente al ritmo del mercato, e Netflix che si è avvicinata ai livelli pre-COVID. Per gli investitori che sono rimasti fuori, per i quali la volatilità era troppo travolgente per investire a marzo, rimangono delle opportunità. Dove? Nel settore finanziario.

Mentre le banche erano parte del problema nel 2008, durante la Grande Crisi Finanziaria, le banche sono ora parte della soluzione. Le maggiori opportunità sono presenti nelle grandi banche, perché sono troppo grandi per fallire. Nel 2008, quando le azioni delle banche erano scambiate a centesimi di dollaro, hanno ricevuto un salvataggio epocale. Oggigiorno non sono più deboli come allora, anzi. E un salvataggio governativo è quasi certo se ci sarà anche solo una minima possibilità che possano essere gravemente colpite a causa di inadempienze sui prestiti causate da fattori dovuti alla crisi da COVID-19.

Tre grandi titoli bancari che offrono opportunità di valore sono Bank of America (NYSE:BAC), JPMorgan Chase e Citigroup. Queste sono ancora in calo di almeno il 30% rispetto all’S&P 500, che ha ancora un calo del 17% da inizio anno. Inoltre, il Financial Select Sector SPDR Fund, ETF sulle grandi banche, è anch’esso sceso, ovviamente, ed offre un’esposizione completa al settore. Ecco i 3 titoli azionari e 1 ETF a buon mercato in questo momento storico.

3 titoli azionari e 1 ETF che sembrano a buon mercato

Questa volta guardiamo a questi titoli attraverso il valore contabile tangibile. Esso misura il valore patrimoniale netto di un’impresa, escludendo le attività immateriali e l’avviamento. In altre parole, è quanto valgono tutte le attività fisiche di un’azienda. A causa dell’incertezza causata dai recenti eventi (senza precedenti nell’era moderna), il valore contabile tangibile offre un approccio conservativo nella valutazione delle banche in caso di ricadute (evento comunque altamente improbabile). Per valutare ogni azione in termini di prezzo, misuriamo il suo prezzo al suo valore contabile tangibile, noto anche come rapporto PTBV (Price-to-Book Value). Come regola generale, i titoli che negoziano con rapporti PTBV più alti hanno il potenziale di far registrare agli investitori maggiori perdite rispetto a quelli che negoziano con rapporti più bassi.

Questo poiché il valore contabile tangibile per azione può essere ragionevolmente considerato come il prezzo più basso al quale un titolo potrebbe essere scambiato. Dopo di ciò, abbiamo preferito titoli azionari bancari con adeguate riserve per poter gestire le inevitabili perdite sui prestiti a causa di un’economia indebolita. Altri titoli ben posizionati per una ripresa post-pandemia, nel settore finanziario USA, sono Capital One, Wells Fargo e Discover Financial Services.

Ecco come abbiamo ottenuto i 3 titoli e l’ETF a cui abbiamo accennato prima. Per quanto concerne l’ETF, mentre i singoli titoli presentano opportunità di (potenziali) maggiori guadagni, gli investitori che vogliono meno volatilità e non preferiscono la selezione delle azioni possono prendere quello in considerazione. Investire in un ETF diversifica le posizioni nel settore e riduce i rischi associati ai singoli titoli. L’ETF in questione è in calo del 30% da inizio anno. Offre un’esposizione liquida ai pesi massimi del segmento finanziario statunitense. Il suo portafoglio è composto di sole grandi banche che si trovino nell’S&P 500, ed evita i piccoli istituti.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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