3 gustose ricette con una pianta sorprendente che potrebbe aiutare a perdere peso e che spopola nella tradizione gastronomica di Friuli e Giappone

In virtù di un curioso sincretismo culinario, esiste un prodotto tipico che accomuna il Friuli Venezia Giulia, quindi il nord est italiano, con il Giappone. Si tratta di una radice che cresce spontaneamente, pur in varietà botaniche differenti. È un alimento prodigioso, che tiene a bada disturbi piuttosto frequenti, come reumatismi e problemi respiratori, in particolari quelli relativi ai bronchi. Inoltre stimola la diuresi, vantando proprietà drenanti e digestive. È un rimedio utile a coadiuvare la cura delle infezioni a carico delle vie urinarie. Infine, come tutti i cibi piccanti, è un grosso aiuto che contribuisce all’efficienza del metabolismo, fondamentale per il mantenimento di una linea impeccabile.

Ecco come preparare 3 gustose ricette con una pianta sorprendente, che si abbina piuttosto bene con alimenti grassi. Infatti, il suo sapore acidulo, dolce e piccante, tende a controbilanciare i lipidi.

In Giappone, questa specie botanica, viene impiegata in versione wasabi. Gli amanti del sushi sanno bene quanto sia gustoso intingervi un pesce grasso, ad esempio un sashimi di salmone.

In Friuli è la merenda tipica dei contadini, poi portata in voga e riproposta anche nelle enoteche più chic. Accompagnare il prosciutto cotto nel pane caldo con una grattata di rafano a crudo, è un’usanza rurale che ha sedotto anche i palati più fini.

3 gustose ricette con una pianta sorprendente che potrebbe aiutare a perdere peso e che spopola nella tradizione gastronomica di Friuli e Giappone

Per una buona salsa di rafano (detto anche cren) sono necessari 250 g di questo prodotto squisito, 100 g di mollica di pane, 1 pizzico di sale fino, 70 g di aceto, 30 g di olio EVO e 15 g di zucchero.

Dopo aver lavato la radice sotto l’acqua corrente, bisogna asciugarla, raschiarla e grattuggiarla in una ciotola. Tutti gli ingredienti vanno uniti e impastati a mano. Il risultato è una salsa deliziosa, perfetta per accompagnare carni grasse o bollito.

Il rafano può essere grattugiato a crudo direttamente sull’insalata, arricchendo egregiamente anche i contorni. Tipica del nord est italiano, è l’insalata di radicchio rosso, mele tagliate a fettine e cren, accompagnata magari con un’emulsione di olio e aceto balsamico, o limone. Il rafano infatti ha bisogno di sposarsi con alimenti acidi, perché tende ad ossidarsi in fretta e scurire.

Per approfittare al massimo delle sue virtù drenanti e dimagranti, che rendono il rafano un complice perfetto della linea, è possibile assumerlo sotto forma di bevanda. 120 g di rafano, un pezzo di radice di zenzero, 3 limoni e 2 cucchiai di miele, questi sono gli ingredienti per una preparazione gustosa e disintossicante. È consigliabile optare per dei prodotti biologici, in quanto vanno utilizzati con la buccia. Bisogna quindi lavare tutto accuratamente e frullare. Questo rimedio naturale si assume nella misura di un cucchiaio dopo i pasti principali e deve essere conservata in frigo in una bottiglietta di vetro. Il preparato è da consumarsi nell’arco di un pugno di giorni, dunque è bene non produrne quantità eccessive.

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo le abitudini alimentari ed eventuali intolleranze dei nostri lettori e per questo motivo si raccomanda di rivolgersi al proprio medico riguardo a cibi che potrebbero causare danni alla propria salute. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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