3 debiti a confronto che riguardano tutti noi e pongono interrogativi su come affrontarli per non restarne vittime

In quest’articolo gli Esperti di ProiezionidiBorsa metteranno 3 debiti a confronto che riguardano tutti noi e pongono interrogativi su come affrontarli per non restarne vittime sotto il peso della crisi economica in corso.

L’anno 2021 sarà l’anno dello spread o del PIL, della ripresa dell’inflazione o del riesplodere della disoccupazione? Sicuramente saranno toccate tutte queste variabili macroeconomiche.

Parimenti, quando la fase acuta del Covid sarà archiviata, ci sarà la questione scottante del debito, ormai a ogni dimensione. Quello a livello mondiale, quello contratto dallo Stato italiano, quello dei singoli imprenditori. Direttamente o indirettamente, saremo tutti toccati da una, due o tutt’e tre queste dimensioni.

Procediamo, dunque, mettendo questi 3 debiti a confronto che riguardano tutti noi. E pongono interrogativi su come affrontarli per non restarne vittime.

Il debito mondiale pone seri interrogativi

A livello globale, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale stanno da mesi studiando come affrontare la faccenda. Occorre tenere a mente che molti dei Paesi assistiti dai due Organismi poggiano su economie fragili. Queste, in genere, si basano, quasi esclusivamente, sull’esportazione delle loro materie prime.

Ora, anche nel loro caso, la pandemia ha portato i debiti interni a crescere ulteriormente. Come salvaguardare la tenuta dei loro conti, evitando l’implosione di quelle economie? La sfida è ardua e, manco a dirlo, riguarda tutti noi. Perché una fragile economia nazionale che salta vuol dire flussi migratori a iosa. Vuol dire debiti in valuta estera (spesso in dollari) che si pagano solo in parte (Argentina docet). E tanto altro ancora, al punto che sarebbe un grave errore pensare che la non cosa non ci riguardasse.

Come affrontare la questione del debito nazionale

La seconda dimensione del debito tocca tutti noi italiani da vicino, ed è quella dello Stato. Secondo gli ultimi calcoli di Banca d’Italia, a fine settembre esso era pari a 2.582,6 miliardi di euro.

Almeno nel futuro più prossimo la situazione non migliorerà per almeno due ordini di motivi. Primo, la persistente crisi spingerà il Governo a scendere in soccorso delle fasce sociali e imprenditoriali più bisognose. Secondo, la minore crescita si tramuterà per forza di cose in un minor gettito fiscale.

Nell’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria  la Banca d’Italia afferma che “il debito pubblico italiano resta sostenibile”. Poco oltre aggiunge, però, che “la sua permanenza su livelli elevati può tuttavia determinare in prospettiva l’esposizione a rischi”.

Il riferimento è alle tensioni sui mercati finanziari che, bene o male, si potranno ripresentare. Se consideriamo le potenzialità preoccupanti di una varietà di variabili endogene ed esogene sui mercati finanziari, la considerazione di Bankitalia è ineccepibile.

I suggerimenti di Banca d’Italia

È chiaro che, prima o poi, sul tavolo del Governo arriverà il fascicolo-debito e sicuramente saranno adottate le migliori soluzioni per il Paese. In quest’articolo, per esempio, abbiamo di recente dato una minima e parziale lettura del fenomeno e fatto anche alcune riflessioni.

Sempre lo stesso Rapporto di Via Nazionale sostiene che la via della riduzione del debito è possibile.

Anche “assicurando:

a) la combinazione di condizioni di finanziamento distese;

b) misure efficaci di sostegno alla crescita;

c) graduale aggiustamento di bilancio coerente con il quadro macroeconomico”.

In merito al punto b), Banca d’Italia nel suo Rapporto esorta a un uso oculato dei fondi legati al prossimo Recovery Fund.

L’emergenza prestiti agli imprenditori (specie al Sud)

Infine, una terza dimensione del debito è quella delle famiglie e delle micro, piccole e medie attività a corto di liquidità. Una recentissima analisi condotta dalla FABI (Federazione Autonomi Bancari Italiani) ha richiamato l’attenzione su possibili rischi usura.

Il riferimento è ai prestiti con garanzia dello Stato che, secondo la loro analisi, sono disomogenei nella ripartizione geografica. Da un lato, Regioni, come Lombardia ed Emilia, che da sole hanno portato a casa un terzo del totale delle domande presentate. Dall’altro, Regioni, come Basilicata e Molise, che fanno fatica a usufruire del supporto finanziario derivante dai sostegni introdotti.

Certo, si dirà che la Pianura Padana da sola produce il grosso del PIL italiano. Tuttavia, in una fase topica della storia come l’attuale, la tempistica sulla concessione del credito può fare la differenza tra il dentro e il fuori. Tra chi si salva e chi dovrà chiudere i battenti.

Ecco, dunque, in estrema sintesi 3 debiti a confronto che riguardano tutti noi e ci pongono seri interrogativi su come affrontarli per risolverli e non restarne vittime.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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