3 avvertimenti per i compratori

Quali sono i 3 avvertimenti per i compratori?

Gli investitori sovente sbagliano, quando si approssimano ad investire. Sbagliano di più i retailer, ossia il pubblico indistinto che, da dati Consob ed Istituto Einaudi, è tra i peggiori d’Europa come cultura finanziaria (solo Romania e Grecia sono messi peggio di noi). Ma sbagliano anche i consulenti d’investimento ed i gestori che rimangono, nonostante tutta la loro preparazione ed addestramento, degli esseri umani.

Proprio per questo, vista la situazione critica in cui ci troviamo che, finanziariamente si è già presentata con altre crisi, ma non per fattori esogeni (finora), vogliamo dare qualche utile suggerimento.

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3 avvertimenti per i compratori

Il primo, come ricordava di recente anche un noto e bravissimo analista, è che tra noi e il virus è più forte lui, almeno finché la curva dei contagi sale. L’impreparazione dei governi, in alcuni casi apertamente negazionisti o come minimo diffidenti verso la gravità della situazione (USA, UK), ed il fatto che ormai il virus abbia attecchito profondamente non possono far pensare ad una soluzione veloce. Ci abitueremo a tutti, come i nostri nonni si sono abituati a continuare ad andare a scuola durante la guerra, ma è evidente che qualcosa è cambiato. Consumare, comprare qualcosa che non siano i beni di prima necessità, ed investire, saranno qualcosa che chiaramente riprenderà, ma ci vorrà tempo.  Questo sarebbe il momento migliore per fare entrambe le cose (fattibilissime online entrambe), ma la paura attanaglia, e non consente di ragionare in maniera lucida. Purtroppo.

3 avvertimenti per i compratori. Questo è il secondo

Il secondo viene direttamente dai governanti, dai cosiddetti policy makers. Hanno aperto i cordono della borsa a livello di banche centrali, e stanno cercando di presentare un fronte unito (a livello mondiale), e di prendere decisioni il più condivise possibili. Stanno facendo molto, parecchio di più che nel 2008-2009, ma non salveranno tutti. Salveranno solo chi se lo merita. Sappiamo tutti come negli ospedali, da tempo, si debba decidere se attaccare un respiratore a un giovane o ad un vecchio. Così, in ambito economico-finanziario, si dovrà decidere di salvare “i migliori, più qualcuno che ci è particolarmente caro”. Ma non tutti. La crisi dovrà fare il suo corso per chi non ha le forze per proseguire economicamente e/o finanziariamente. Quindi, via a salvataggi bancari e delle linee aeree, e via all’acquisto di tutti i bond Investment Grade (finché saranno tali). Il resto dovrà mostrare di farcela da solo.

Il terzo

Il terzo e ultimo è un vecchio adagio comportamentale che in Borsa conoscono tutti, ma che non viene sempre rispettato (illogicamente, ma purtroppo è così). Non si compra qualcosa perché è sceso di prezzo, ma perché si pensa che salirà. Rileggete bene queste parole, più volte. Durante il panic selling è stato venduto di tutto, sia roba buona che cattiva. Ma la prima non aveva ragione di essere venduta scriteriatamente come è avvenuto. E adesso è a buon prezzo. In certi casi buonissimo. E chi prima poteva offrire un buon dividendo deve dimostrare di poterlo mantenere. Solo dopo potrà essere acquistato.

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