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Materie prime: ecco dove investire nel 2019!

A dare i primi segni di incertezza e di difficoltà è stato il petrolio, data anche la sua natura di materia prima particolarmente soggetta a influenze su vari fronti.

Cosa è successo negli ultimi mesi?

Successivamente si è avvicinato anche l’oro, indebolito da un dollaro forte e da una serie di previsioni sulla crescita mondiale vista in rallentamento.

Ma, allargando il ragionamento all’intero settore delle materie prime, resta innegabile l’estrema volatilità che ha contraddistinto il ramo energetico.

In media gli hedge funds specializzati si sono trovati scaraventati in una tempesta perfetta che sul greggio aveva coagulato intorno a sé gli elementi più catastrofici possibili, dall’autonomia energetica raggiunta dagli Usa fino allo stop degli acquisti cinesi sul petrolio iraniano nonostante l’esenzione concessa da Washington sulle sanzioni imposte alla repubblica islamica.

Una decisione, quella di permettere ancora scambi con Teheran, che ha preso il mercato e gli operatori di sorpresa. A questo si è poi aggiunta una produzione record sia in Russia che in Arabia Saudita e, come detto, anche negli Usa.

Una tempesta perfetta favorita anche dalle richieste del presidente Usa Donald Trump a Ryad di aumentare la produzione per far scendere le quotazioni del barile, richiesta che, con il senno di poi, si è rivelata una trappola che ha portato il barile nel giro di poco più di trenta giorni da un possibile record pluriennale con il Brent a 86 dollari, ad un mercato orso che lo ha trascinato addirittura ai minimi dell’anno con perdite quotidiane del 7% che si sono ripetute per ben tre sedute in 15 giorni.

A perdere sono state anche le banche, esposte sulle materie prime come JP Morgan o Goldman Sachs che si sono viste cancellare i profitti fatti durante i primi nove mesi del 2018.

Cosa fare nei prossimi mesi?

Ed è proprio quest’ultima che, guardando al 2019, suggerisce di puntare proprio su petrolio (approfondimento)  e oro (approfondimento).

Il motivo?

Le quotazioni, attualmente, sono molto attraenti e le prospettive per un rimbalzo ci sarebbero tutte. Secondo le previsioni della banca Usa , infatti, le materie prime potrebbero aumentare del 17% nei prossimi mesi a cominciare proprio dalla riunione dei G20 di Buenos Aires prevista il 30 novembre e che dovrebbe rappresentare un trampolino di lancio per il settore.

L’attenzione, infatti, è puntata sugli incontri anche bilaterali che si avranno durante il summit e che vedranno protagonisti Trump e Xi Jinping impegnati a trovare un possibile accordo, anche di massima, per frenare la guerra commerciale, prima zavorra per la crescita globale vista in calo nell’immediato futuro.

Non solo, ma anche Vladimir Putin potrà essere impegnato in colloqui con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per tentare di trovare un equilibrio nel settore petrolifero.
Nel frattempo, i prezzi dell’oro sono leggermente saliti (attualmente sono a 1.223 dollari l’oncia), parallelamente alle speranze di un dollaro in fase di indebolimento, di un’economia statunitense in rallentamento e di incertezze per un’Europa in preda alla Brexit.

>News sul Petrolio

Materie prime: ecco dove investire nel 2019! ultima modifica: 2018-11-27T14:33:12+00:00 da Francesca Bonfanti
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