2 segmenti del mercato immobiliare, uno fa affari e l’altro invece va malissimo

Tutto inizia dal Covid e tutto si sta modificando per colpa (a volte anche per merito) suo. Il mercato immobiliare non è da meno, al punto che alcune vecchie certezze si stanno sgretolando, mentre altre si rafforzano.

Quest’oggi la redazione di ProiezionidiBorsa metterà a confronto 2 segmenti del mercato immobiliare, uno fa affari e l’altro invece va malissimo. Quali sono? Scopriamolo insieme.

Il variegato mondo degli affitti

Il focus odierno sarà rivolto verso il mercato degli affitti immobiliari. Esso si scinde in molteplici sub-segmenti: c’è il mercato dei posti letto e quello delle stanze in appartamento in condivisione e quello delle case per vacanze brevi. Ma vengono divise anche in base alla grandezza, per cui si hanno i mono, i bi e i trilocali. Etc.

Ora, chi se la sta passando malissimo è il segmento delle stanze in appartamenti condivisi. Insieme al segmento dei posti letto. Sull’altro fronte, chi va a gonfie vele è quello dei monolocali. I dati che seguono sono tratti da una giovane startup italiana operante nel settore immobiliare degli affitti a medio e lungo periodo. Procediamo.

Il mercato delle stanze singole sta andando malissimo

Da sempre, la stanza in appartamento in condivisione, o il posto letto (sempre in una casa condivisa), vengono scelti per i bassi costi. Sono le forme più economiche, infatti, per affittare una parte della casa e garantirsi un tetto sulla testa. Viene particolarmente scelto dagli studenti e da piccole frange di lavoratori fuori sede o comunque precari.

Queste due categorie di consumatori fanno la fortuna delle città universitarie e dei grandi centri cittadini. Nelle metropoli come Milano, Torino e Roma, vanno a ruba!

Meglio, andavano a ruba. Il mercato delle stanze da affittare è passato dal 59% delle domande di affitto di medio periodo, a una quota del 34% del totale. Un crollo maggiore al 42% per questo sub-segmento. Un crollo che si scompone variamente a seconda della città di riferimento.

Uno sguardo ai numeri

Il caso di Milano è emblematico al riguardo. In un solo anno l’occupazione dei posti letto e stanze singole è crollata dall’80% al trenta scarso (29% per l’esattezza).

Una spanna più in basso (nel senso che è andata una virgola meglio) troviamo Firenze e Roma. In queste ultime città i tassi di occupazione di stanze singole e posti letto si sono dimezzati. Probabilmente per tali città ha pesato il mancato flusso del turismo. Invece dei flussi trasferisti per lavoro, tipici del capoluogo lombardo.

Meno peggio è andata poi in altre città. Come Bologna, dove i cali nelle richieste sono stati nell’ordine del 16-26% rispetto all’era pre-Covid.

Il mercato dei posti letto

Sebbene sia vicina molto vicina nella formula e nella sostanza, la domanda per i posti letto se la passa un pò meno peggio. La domanda complessiva su tale fronte è, infatti, passata dal 10% all’8% del totale. Certo, c’è da dire poi che quel 2% di variazione va poi moltiplicato per il valore assoluto a cui fa riferimento. Morale, anche questa forma di mercato sta vivendo le sue difficoltà.

Il segmento che sta facendo affari

Sorte avversa, invece, per il mondo dei monolocali, che praticamente risultano introvabili. Anche con gli attuali prezzi alle stelle. Qui, infatti, la domanda è passata dall’8% al 22% del totale delle richieste di prenotazione di un immobile. Detta in termini percentuali, si tratta di un +175% di variazione!

A cos’è dovuto quest’exploit? Al Covid, come avevamo detto in apertura. La necessità di evitare e limitare al massimo i contati con i non-familiari ha fato schizzare la domanda di case indipendenti.

Questa maggiore domanda ha riguardato tutti, studenti fuori sede, turisti e, in particolare, i lavoratori. Per tutti loro è salita alle stelle la paura del contagio, per cui preferiscono darsi un pizzicotto sulla pancia e spendere di più. Investendo in sicurezza e scegliendo, appunto, il monolocale.

Ecco dunque analizzati 2 segmenti del mercato immobiliare, uno fa affari e l’altro invece va malissimo rimescolando vecchi equilibri di mercato. Il Covid, del resto, sta facendo sorgere nuovi e interessanti forme d’investimento. Se gradite scoprirle, vi invitiamo alla lettura del presente articolo.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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