18 milioni di euro di ristori economici a fondo perduto per le imprese di questa Regione

La Regione Veneto, insieme ad Unioncamere Veneto, ha appena pubblicato il bando per la concessione di ristori ad alcune categorie economiche. Per la precisione, si tratta di quelle soggette a restrizioni in relazione all’emergenza Covid 19. Ed ai sensi dell’art. 22 del D. L. n. 157 del 30 novembre 2020, deliberazione della Giunta Regionale n. 588 del 14/05/2019. Per la verità precisiamo che i fondi messi a disposizione sono pari a 18.365.921,05 euro.

Entriamo dunque nel vivo dei 18 milioni di euro di ristori economici a fondo perduto per le  imprese di questa Regione.

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Gli estremi del bando

1 milione di euro della dotazione finanziaria complessiva del bando è stata messa a disposizione dalle Camere di Commercio venete. A queste, come afferma la delibera regionale, è affidata la gestione operativa della misura.

I ristori sono rivolti unicamente alle imprese che hanno una sede operativa (può essere o meno la sede legale) in Veneto.

I soggetti ammissibili

Partiamo anzitutto dai soggetti esclusi dalla partecipazione al bando. Troviamo i liberi professionisti e i lavoratori autonomi titolari di partita IVA, che non siano imprese individuali ed iscritte nel Registro delle Imprese.

All’art. 4 del bando si trovano invece elencate tutte le potenziali attività che possono accedere. Esse sono raggruppate per categoria e poi specificate nel dettaglio del codice ATECO. Poiché il novero dei potenziali partecipanti è vasto, qui ci limitiamo a indicare solo le categorie. Invitiamo poi il Lettore a verificare se il proprio codice ATECO primario rientri o meno tra quelli previsti dal bando.

Vediamo questi 18 milioni di euro di ristori economici a fondo perduto per le imprese di questa Regione

Le categorie ammesse sono le seguenti:

a) le aziende della filiera eventi, come matrimoni, congressi, cerimonie, etc;

b) gli ambulanti c.d. fieristi, ossia con posteggi in aree di eventi, stadi, etc;

c) la filiera del trasporto persone, come i bus turistici, il trasporto con taxi, etc;

d) le aziende della filiera sport, intrattenimento, parchi divertimento e tematici. In questa categoria sono incluse anche le attività dello spettacolo viaggiante;

e) le imprese della filiera attività culturali e spettacolo;

f) le realtà del commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, libri e articoli di cartoleria;

g) gli esercizi posti all’interno di centri o parchi commerciali. E le cui attività siano state sospese in seguito all’entrata in vigore del DPCM 24/10/2020 e successivi, o delle successive ordinanze regionali.

18 milioni di euro di ristori economici a fondo perduto per le  imprese di questa Regione

Oltre al citato requisito territoriale, è richiesta la regolare iscrizione (al 31 dicembre scorso) dell’azienda al Registro delle Imprese. Ancora, alla data della presentazione della domanda, non bisogna risultare in stato di liquidazione o fallimento.

L’agevolazione prevista è concessa nella forma del contributo a fondo perduto a sostegno della liquidità. In particolare, la cifra della sovvenzione per singolo richiedente sarà poi determinata dividendo le risorse disponibili per il numero delle domande presentate. All’art. 6, comma 4, il bando specifica che tali aiuti sono cumulabili con altri aiuti nei limiti previsti dal “Quadro temporaneo per le misure di Aiuti di Stato”.

Chiudiamo l’esposizione in merito

Le domande (non soggette al’imposta di bollo) vanno presentate solo online per mezzo SPID o CNS del legale rappresentante dell’impresa. In merito ai termini, esse possono compilarsi, a partire dalle ore 10 di ieri 10 febbraio, fino alle ore 17 del 3 marzo 2021.

Abbiamo dunque illustrato i dettagli in merito ai 18 milioni di euro di ristori economici a fondo perduto per le  imprese di questa Regione.

 

Approfondimento

Tra contraddizioni giuridiche ed economiche: nuove misure restrittive e cosiddetti ristori

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