La Yellen è di scena?!


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La parola è ancora una volta del governatore della Federal Reserve Janet Yellen: l’auspicio è che l’esperienza sia buona consigliera. Non è ancora svanito dalla memoria degli operatori il FOMC dello scorso Settembre, giudicato da molti un vero disastro dal punto di vista comunicativo. La FED allora si lasciò trascinare in un mix esplosivo di apprensione e mancanza di coordinazione a livello delle dichiarazioni dei propri esponenti, anche largamente influenzati dal grimaldello della proposta di legge “Audit the FED” poi votata dal Congresso e successivamente soppressa dal veto del presidente Obama.

Allora la FED si è ritrovata in balìa dei mercati e invece di guidare, si è lasciata trasportare dagli eventi trasmettendo apprensione e provocando ancora più turbolenze di quelle che si era prefissa di evitare. La lezione sembra essere stata imparata già dal FOMC di Ottobre, per poi culminare in un vero exploit di saggezza comunicativa e coraggio tramutato in rialzo dei tassi e perfetta retorica allo scorso meeting di Dicembre.

Ma con l’avvio del 2016 più turbolento della storia, bussano alle porte della Federal Open Market Committee elementi ancora più destabilizzanti. La Cina cresce meno del previsto, il petrolio ha toccato i 30 $/barile e il mercato azionario sembra sulle montagne russe. I nodi irrisolti dei conflitti mediorientali e i nuovi equilibri internazionali continuano a battere insistentemente i pugni sui mercati finanziari, creando non pochi dissesti. Sul fronte interno, gli Stati Uniti si avviano verso una fase di rallentamento rispetto ai ritmi di crescita degli anni passati: un’evoluzione particolarmente insidiosa per Constitution Avenue.

La settimana scorsa, il presidente della BCE Mario Draghi, ha sottolineato come la posizione di Francoforte sia ampiamente accomodante: e questo nonostante i fondamentali europei siano in piena ascesa.

La FED dovrà quindi prendere atto delle condizioni attuali dell’economia a stelle e strisce ed evitare di farsi prendere dal panico dei mercati finanziari. In sostanza, ancora una volta, Janet Yellen sarà chiamata a prendere in mano le redini e riportare il cavallo impazzito dei mercati sulla giusta via, ma stando bene attenta a non farlo imbizzarrire.

La metafora è lampante e per Janet Yellen la parafrasi non sarà semplice. Dovrà fornire un messaggio chiaro che si basi sui dati macroeconomici e non sulle apprensioni dei mercati oltre a mostrare l’impegno a gestire le turbolenze finanziarie. Dovrà dare la disponibilità a mantenere l’attuale assetto monetario, tutt’ora ancora accomodante, ma senza chiudere la porta ad un sano riassesto della politica monetaria. E soprattutto: dovrà evitare tassativamente la parola “Cina”!

 

Market Movers

01:30 Australia Inflazione a/a cons. 1.6% prec. 1.7%

08:00 Germania Fiducia consumatori GFK cons. 9.3 prec. 9.4

10:00 Italia Fiducia consumatori cons. 117.0 prec. 117.6

10:00 Italia Fiducia imprese cons. 103.9 prec. 104.1

13:20 Russia PIL a/a cons. -3.5% prec. -4.0%

16:00 Stati Uniti Vendite nuove case cons. 500k prec. 490k

16:30 Stati Uniti Scorte petrolio EIA cons. 3.3m prec. 3.979m

20:00 Stati Uniti Riunione politica monetaria (FOMC)

 

EURUSD

La moneta unica apre sui massimi da ieri in area 1.0830 dopo che le borse europee aprono la sessione di contrattazioni nel Vecchio Continente ancora segnate da una certa debolezza. Tuttavia, è da considerare che tutti i riflettori sono puntati sulla riunione di politica monetaria della FED di questa sera dove il governatore Yellen sarà messa alla prova dei mercati turbolenti di queste settimane. Dopo l’atteggiamento accomodante del presidente Draghi che è riuscito nell’intento di arginare il terremoto delle passate settimane, gli analisti attendono che anche Janet Yellen tenderà a fare lo stesso con la consapevolezza e la memoria ancora fresca sull’esito del FOMC di Settembre e sulle conseguenze provocate dalla comunicazione in quell’occasione. La tendenza per il rapporto tra moneta unica e biglietto verde è quindi da considerare in relazione agli scenari possibili: quello più probabile è di un messaggio particolarmente dovish volto ad indebolire il biglietto verde, ma senza eccessivi scossoni. Outlook quindi ancora laterale con leggera tendenza al rialzo.

 

GBPUSD

La timida flessione degli indici relativi al mercato immobiliare fatta segnare questa mattina non sta creando particolari dissesti sul fronte valutario nel Regno Unito dove la sterlina si riporta in area 1.4310 dopo aver fatto registrare nuovi massimi relativi a 1.4350. Sembra confermato il trend vagamente rialzista iniziato la scorsa settimana che ha portato il cambio dai minimi in area 1.4070 fino a quota 1.4350. In ambito prospettico pesano le previsioni per un FOMC particolarmente dovish (accomodante ndr) di questa sera che riassottiglierebbe la divergenza di politica monetaria tra BOE e FED. Tuttavia, con i fondamentali nel Regno Unito sotto pressione è possibile che ci troviamo in presenza di un assestamento di una formazione laterale di medio periodo.

 

USDJPY

La sessione asiatica è stata caratterizzata da un andamento dicotomico delle piazze azionarie in estremo oriente con la Cina spaccata tra Hong Kong positiva che chiude a +1.02% e Shanghai in ribasso dello 0.52%. Tokyo festeggia il rimbalzo con l’indice Nikkei che accelera a +2.72% e non mette eccessivamente, come di consueto, la divisa nipponica che si mantiene saldamente ancorata in area 118.30 anche in apertura dei mercati europei. L’indicazione che arriva dallo yen è infatti per un ritorno della propensione al rischio e un generale rasserenamento del clima turbolento che ha caratterizzato questo avvio di anno. Le contrattazioni per il rapporto tra biglietto verde e divisa giapponese sono comunque attese stabili per la giornata odierna, con la tendenza al consolidamento dell’area 118.00 – 118.50 in attesa di maggiori indicazioni su una eventuale direzionalità da parte del FOMC questa sera che potrebbe dare un segnale accomodante, recependo il messaggio di particolare tensione sui mercati di queste ultime settimane e di conseguenza contribuendo a indebolire il biglietto verde e favorire la distensione del clima sui mercati: scenario nel quale USDJPY dovrebbe mantenersi sostanzialmente invariato rispetto ai livelli attuali.

 

Emanuele Rigo

 

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