La situazione si infiamma dopo il NON REFERENDUM in Catalogna

Dal nostro corrispondente in Spagna Tenerife Dott. Riccardo Barbuti

Il 2 O, come amano indicare il due ottobre qui in Spagna, si conferma movimentato a tutti i livelli, sia a livello istituzionale, sia a livello di strada e di campo (caso Piquet contestato pesantemente).

Le inquietudini indicate nel post di ieri stanno avendo rapida conferma, a livello borsistico l’Ibex ha ceduto un 1,21% con le banche “catalane” che hanno iniziato a prezzare l’instabilita’ indipendentista (Sabadell e la Caixa)

Anche la Primera de riesgo spagnola ha iniziato a crescere toccando il valore di 124 basis point (10 punti in piu’in un solo giorno), e molti commentatori iniziano a parlare di possibile Spagna come prossima Grecia nel settore obbligazionario…

Infatti a livello europeo sembra esserci maggior attivismo che a livello di Moncloa, dove sembra che solo A. Rivera comprenda la gravita’ della situazione, avendo chiesto a Rajoy l’applicazione immediata dell’Art. 155 che sopenderebbe l’Autonomia catalana. Sanchez del Pesoe invece, per motivi tattici e ideologici, non ha dato pieno appoggio a Rajoy e alle forze di polizia intervenute in Catalogna domenica scorsa.

I maggiori leader europei invece hanno tutti dato pieno appoggio al Governo spagnolo, mercoledi’ la questione arrivera’ al Parlamento europeo, mentre a las Cortes españolas la questione sera’ dibattuta solo nei prossimi giorni.

L’altra sera ho ascoltato un giornalista che spiegava molto bene la strategia delle forze indipendentiste catalane: 1) sciopero generale 2) pressione a livello internazionale per condannare incidenti (l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein ha chiesto un’indagine indipendente e imparziale su “tutti gli atti di violenza” del 1O.) 3) Pressione per le strade contro la Policia Nacional e la Guardia Civil (come successo ieri foto del post) per allontanarli velocemente dalla Catalogna. 4) Un’agenda veloce e decisa che porti alla dichiarazione di indipendenza e ad azioni ad essa collegate. 5) Sfruttare la debolezza politica interna di Rajoy che ora ha gia’ giocato la “carta repressiva”venendone criticato.

Una situazione quindi molto calda e molto complicata, con una tensione altissima per le strade e “sugli spalti” (ieri Piquet contestato pesantemente durante l’allenamento della nazionale spagnola), i mercati finanziari iniziano a prezzare l’incertezza, i dati turistici nelle prossime settimane faranno da cartina tornasole? I turisti continueranno a passeggiarenelle prossime settimane tra scioperi e tra la tensione palpabile delle Ramblas?

Vi terremo aggiornati, l’indipendentismo catalano potra’ essere un forte detonante per la Spagna, per l’Unione europeae peri mercati finanziari a pochi mesi della gia’ grave crisi del Brexit.

Dott. Riccardo Barbuti

La situazione si infiamma dopo il NON REFERENDUM in Catalogna ultima modifica: 2017-10-03T09:08:18+00:00 da redazione

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